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Abusivismo nei confini con Roma: Regione Lazio, 600 mila euro ai Comuni del quadrante Est

19/01/2026

Abusivismo nei confini con Roma: Regione Lazio, 600 mila euro ai Comuni del quadrante Est

Nel quadrante Est di Roma e nelle aree immediatamente limitrofe l’abusivismo non è un tema astratto né un capitolo da convegno. È un problema che si traduce in suolo consumato, servizi messi sotto pressione, tensioni sociali, contenziosi amministrativi, tempi lunghi e, spesso, una sensazione diffusa di disparità tra chi rispetta le regole e chi le aggira. L’incontro tra il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e i rappresentanti istituzionali dell’area nasce dentro questa cornice, con l’intenzione di dare continuità a un percorso di lavoro che da mesi viene affrontato anche in sede prefettizia.

Al tavolo con Rocca, il presidente del Municipio Roma VI delle Torri Nicola Franco e i sindaci di Monte Compatri (Francesco Ferri), San Cesareo (Alessandra Sabelli), Zagarolo (Emanuela Panzironi), Colonna (Fausto Giuliani) e Monte Porzio Catone (Massimo Pulcini). Il tema è preciso: contrasto agli insediamenti irregolari nelle zone di confine con Roma Capitale, dove la pressione insediativa può spostarsi rapidamente da un territorio all’altro, rendendo inefficaci interventi isolati e intermittenti.

Un intervento economico mirato: demolizioni e gestione del “dopo”

Il punto più operativo emerso dal confronto è lo stanziamento annunciato dalla Regione: 600 mila euro destinati a interventi mirati nel quadrante Est della Capitale e nei territori dei Castelli Romani e dei Monti Prenestini. Le risorse, nelle intenzioni, serviranno a sostenere le attività di demolizione dei manufatti abusivi e a gestire con attenzione le ricadute sociali e territoriali che spesso seguono gli sgomberi.

Qui sta uno dei passaggi più delicati. La demolizione è l’atto visibile, quello che finisce nelle cronache; la gestione successiva è il campo in cui si misura la tenuta delle amministrazioni, perché implica tutela delle persone coinvolte, presidio delle aree, prevenzione di nuove occupazioni, raccordo con i servizi sociali e con le forze dell’ordine. Finanziamenti e procedure, se non accompagnati da un lavoro coordinato, rischiano di produrre risultati temporanei, con cicli di ritorno del fenomeno.

Coordinamento istituzionale: la condizione per non inseguire l’emergenza

Sindaci e presidente del Municipio hanno espresso apprezzamento per l’impegno regionale e per l’attenzione rivolta a un’area che vive quotidianamente l’impatto delle pressioni insediative irregolari. La richiesta, esplicitata con chiarezza, riguarda una linea d’azione continuativa e condivisa: legalità, sicurezza, tutela del territorio non possono dipendere dalla singola operazione o dalla singola amministrazione, soprattutto quando il fenomeno si muove lungo confini amministrativi e sfrutta proprio le differenze di gestione tra enti.

Rocca ha incorniciato la scelta come un atto di legalità e rispetto verso cittadini e imprese che operano correttamente, ringraziando l’assessore Giancarlo Righini per il lavoro che ha portato a rendere disponibili le risorse. Ha insistito su un punto che, politicamente, segna la direzione: le regole devono valere per tutti e l’azione regionale intende affiancare gli enti locali in un compito complesso, che richiede responsabilità ma anche continuità operativa.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to