Al Teatro Torlonia debutta “La lezione di Falstaff”: un viaggio politico e generazionale attraverso Shakespeare
di Redazione
19/11/2025
Debutta in prima assoluta al Teatro Torlonia, dal 18 al 30 novembre, “La lezione di Falstaff”, spettacolo firmato da Matilde D’Accardi e diretto da Tommaso Capodanno, due voci giovani ma già capaci di un linguaggio scenico maturo, che intreccia drammaturgia contemporanea e visioni politiche ispirate al percorso formativo del Principe Hal nell’Enrico IV di Shakespeare. La produzione, sostenuta dal Teatro di Roma e sviluppata all’interno del Dottorato di ricerca in regia “Teatro della realtà – arti performative e nuovi media” dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, rappresenta un gesto di fiducia verso una generazione di autori e registi che sta ridefinendo il modo di raccontare il potere e le sue derive.
Il rapporto tra potere e identità nelle mani dei Millennials e della Gen Z
La storia si apre in un regno devastato dalla guerra civile, dove un giovane Principe, figlio di un sovrano illegittimo, decide di sottrarsi alle attese del palazzo per abbandonarsi a una formazione alternativa, quasi clandestina, accanto a un padre elettivo che appare insieme inaffidabile e geniale: Falstaff. Nel racconto di D’Accardi e Capodanno, questa relazione diventa il cuore pulsante di una riflessione politica sulle nuove generazioni, su quel desiderio di fuga e contestazione che spesso precede l’assunzione di responsabilità, e su come i Millennials e la Gen Z stiano riscrivendo la grammatica della partecipazione pubblica.
Il cast, composto da Andrea Basile, Federico Gariglio, Eleonora Lausdei, Federica Quartana e Giulia Sucapane, porta in scena una coralità capace di restituire conflitti interni, ambizioni, disillusioni e tensioni che attraversano una generazione chiamata a confrontarsi con l’eredità di padri ingombranti, senza rinunciare alla possibilità di un potere più giusto, più consapevole e meno autoritario.
Un percorso iniziatico tra poesia elisabettiana, nuovi media e riflessi sulla contemporaneità
La scelta del Teatro Torlonia, con il suo fascino elisabettiano, permette allo spettacolo di muoversi su un crinale delicato tra tradizione e modernità, mentre la scena si articola tra momenti comici, scarti poetici, confessioni, provocazioni e improvvisi slarghi emotivi. Il linguaggio attoriale si sposta con naturalezza dalla musicalità shakespeariana ai ritmi del presente, lasciando emergere riferimenti calibrati al tema della guerra e all’influenza dei nuovi media, che oggi modellano la percezione della politica e la costruzione dell’immagine pubblica.
Il cuore del lavoro risiede nell’arco di trasformazione di Hal, che attraversa un processo di legittimazione del potere ereditato, un rito simbolico capace di superare i confini del tempo per parlare a una generazione che cerca nuove vie per affermare la propria identità. Così, tra l’eredità dei padri e la necessità di inventare un futuro diverso, Shakespeare diventa un compagno di viaggio più attuale che mai.
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