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“Calma sensoriale” nei supermercati: Elite estende l’iniziativa a 47 punti vendita nel Lazio

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di Annalisa Biasi

12/01/2026

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Quando si parla di accessibilità nei luoghi di acquisto, il tema tende a ridursi a rampe, ascensori e segnaletica, mentre molte difficoltà reali passano da stimoli che non si vedono ma si subiscono, come luci forti, suoni ripetitivi, annunci continui, rumori di fondo che per alcune persone diventano un ostacolo immediato. Nel Lazio il progetto della “Calma Sensoriale” continua a muoversi proprio su questo terreno, e la novità riguarda la grande distribuzione: i supermercati Elite, tra i primi ad aderire fin dall’avvio, hanno deciso di estendere l’iniziativa a tutti i 47 punti vendita presenti sul territorio regionale, rafforzando un percorso che punta a rendere più gestibile l’esperienza di spesa per le persone nello spettro autistico e per chi le accompagna.

Che cosa significa “calma sensoriale” in un supermercato, al di là dello slogan

La misura più importante del progetto sta nel riconoscere che un supermercato è un ambiente ad alta intensità sensoriale, pensato per stimolare attenzione e consumo, e che questa intensità può diventare ingestibile per chi vive una sensibilità diversa agli stimoli. La “calma sensoriale” prova a ridurre quella pressione in un momento programmato della settimana, così da permettere alle famiglie di organizzarsi sapendo che, in quel giorno, l’ambiente sarà più prevedibile e meno invasivo.

Nei punti vendita Elite le azioni previste mirano a intervenire sui tre fattori che più spesso generano sovraccarico: abbassamento delle luci, riduzione o spegnimento dei dispositivi sonori, gestione più ordinata dei passaggi in cassa attraverso corsie preferenziali. La scelta di rendere sistematiche queste misure, applicandole a una rete completa di negozi, sposta l’iniziativa dal piano simbolico a quello operativo, perché l’accesso non dipende più dal singolo punto vendita “virtuoso”, ma da una policy aziendale replicabile.

Formazione del personale e protocollo regionale: perché la parte “invisibile” pesa più delle regole

In molti progetti di inclusione la distanza tra intenzione e risultato si misura nel comportamento quotidiano del personale, soprattutto quando l’interazione è rapida e avviene sotto stress, come succede spesso in cassa o nei reparti affollati. Per questo un passaggio rilevante dell’iniziativa riguarda la formazione dei dipendenti sul tema dell’autismo e delle sue manifestazioni: non si tratta di trasformare gli addetti in specialisti, ma di costruire un linguaggio comune e una capacità di riconoscere segnali di disagio, evitando reazioni improprie, fraintendimenti e quella pressione sociale che spesso rende la spesa un’esperienza faticosa anche per gli accompagnatori.

Il progetto si inserisce nel Protocollo d’Intesa sulle “Buone pratiche della calma sensoriale”, promosso dalla Regione Lazio attraverso l’Assessorato all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona, con la collaborazione delle principali associazioni della grande distribuzione e con il ruolo propulsivo dell’Associazione ScopriAmo l’Autismo, che ne sostiene la diffusione e la coerenza applicativa. Alla presentazione dell’estensione della rete Elite era presente l’assessore Massimiliano Maselli, che ha descritto la “calma sensoriale” come un’azione concreta per permettere alle famiglie di fare acquisti con maggiore tranquillità, mentre Margareth Martino, vicepresidente di ScopriAmo l’Autismo e ideatrice dell’iniziativa, ha sottolineato che l’ampliamento è un risultato tangibile ma anche un passaggio di partenza, perché l’obiettivo implicito resta la normalizzazione di pratiche che oggi vengono ancora percepite come eccezioni.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to