Castel Romano, furti nei parcheggi del centro commerciale: due arresti dopo il colpo su un furgone
23/01/2026
Si muovevano con metodo, e con un corredo di attrezzi che racconta bene l’intenzione: una mazza da baseball, forbici da elettricista, cacciaviti. L’idea era semplice e redditizia, almeno sulla carta: girare tra le auto in sosta nei parcheggi di un noto centro commerciale di Castel Romano, scegliere il veicolo più “promettente” e svuotarlo in fretta, portando via zaini, valigie e oggetti di valore. Il piano è però finito sotto gli occhi della Polizia di Stato, che ha arrestato due uomini – un romano di 28 anni e un cittadino belga di 31 – ritenuti gravemente indiziati, in concorso, del reato di furto.
Gli agenti del Commissariato di P.S. Spinaceto li hanno intercettati mentre erano a bordo di un’auto e percorrevano i vialetti del parcheggio con andatura ripetitiva, tipica di chi sta “cercando” più che parcheggiare. Dopo alcuni passaggi a vuoto, l’attenzione dei due si è concentrata su un furgone. Da quel momento, la scena ha seguito un copione già visto: un rapido sopralluogo per capire se valesse la pena, poi l’azione vera e propria.
Il “palo” e il bottino spostato in pochi istanti
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due si sarebbero divisi i ruoli. Uno avrebbe fatto da palo, controllando l’area e i movimenti attorno al mezzo, mentre l’altro si sarebbe avvicinato al portellone per armeggiare nella zona di apertura, tentando di guadagnare l’accesso all’abitacolo. Tempi stretti, gesti rapidi, nessuna esitazione: l’obiettivo era completare il “trasloco” da un’auto all’altra senza attirare attenzione, sfruttando la confusione tipica di un parcheggio affollato.
La manovra, però, è stata seguita passo dopo passo dagli agenti, che hanno atteso il momento utile per intervenire senza lasciare margini di fuga. Quando i due hanno provato a ripartire con la refurtiva, si sono trovati bloccati da una pattuglia posizionata in modo da tagliare loro la via d’uscita.
La perquisizione e il “kit del mestiere” nell’abitacolo
La perquisizione del veicolo ha dato riscontro immediato alle osservazioni fatte poco prima: nell’abitacolo sono stati trovati gli oggetti sottratti dal furgone, insieme agli strumenti che – secondo l’ipotesi investigativa – sarebbero stati utilizzati per mettere a segno il colpo. A quel punto è scattato l’arresto, successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria.
Resta fermo, come di prassi, che gli elementi fin qui raccolti si collocano nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to