Come mettere le storie in evidenza su Instagram: metodo, cura estetica e strategia
di Redazione
26/11/2025
L’uso delle storie rappresenta una parte sostanziale della comunicazione su Instagram, luogo in cui i contenuti vivono nella dimensione della rapidità e della presenza quotidiana. La loro natura effimera si scontra però spesso con l’esigenza, per professionisti, brand o semplici utenti attenti, di conservare determinati momenti oltre le ventiquattro ore e renderli disponibili nel tempo senza ricorrere a pubblicazioni permanenti nel feed. È proprio da questa necessità che nasce la funzione delle storie in evidenza, raccolte personalizzabili e collocate sotto la bio del profilo, accessibili in qualsiasi momento e capaci di costruire una narrazione ordinata e duratura.
Capire come mettere le storie in evidenza significa imparare a usare in modo consapevole uno strumento che può cambiare in modo significativo la percezione del profilo, permettendo di organizzare i contenuti come capitoli tematici, portfolio visivo, vetrina di prodotti, raccolta personale o luogo di informazioni utili. Nulla è lasciato al caso: dalle copertine al titolo, dalla selezione dei contenuti ai criteri con cui decidere cosa conservare e cosa lasciare scorrere.
Passaggi pratici per inserire una storia tra le evidenze
Il meccanismo è semplice, ma vale la pena descriverlo con precisione perché riguarda due situazioni distinte: una storia attiva e una archiviata. Quando una storia è ancora visibile tra le attive, basta aprirla e toccare l’icona “Metti in evidenza” nella parte inferiore dello schermo; si potrà inserirla in una raccolta già esistente oppure crearene una nuova, assegnando un nome e scegliendo l’immagine di copertina. Nel caso di una storia scaduta, archiviata automaticamente da Instagram, il percorso passa dall’Archivio: si apre la storia desiderata e si seleziona “Aggiungi alle storie in evidenza”, disponendo delle stesse opzioni di modifica.
Quando si crea una nuova raccolta, Instagram propone come anteprima la prima immagine inserita, ma è possibile caricare una copertina personalizzata scegliendo una fotografia diversa dalla libreria. Questo dettaglio esterno alla storia stessa consente una cura estetica più raffinata e riconoscibile.
Ordine e struttura: perché la scelta dei contenuti conta davvero
La decisione su cosa inserire nelle storie in evidenza dovrebbe partire da un criterio narrativo chiaro. Un profilo che comunica un progetto professionale sceglierà probabilmente categorie come “Chi siamo”, “Dietro le quinte”, “Recensioni”, “Prodotti” o “Eventi”. Un creator visivo potrà organizzare raccolte tematiche di viaggi, collaborazioni e lavori. Un profilo personale, invece, può usare le evidenze come un album ordinato di momenti significativi.
L’obiettivo non è la quantità, ma la coerenza. Una raccolta sovraccarica perde incisività, mentre poche cartelle ben curate sintetizzano immediatamente il senso del profilo. Una buona pratica consiste nel rivedere periodicamente le evidenze, eliminando ciò che ha perso rilevanza e aggiornando ciò che deve rimanere.
Il ruolo della grafica e dell’estetica delle copertine
Gli occhi scorrono i profili molto più velocemente di quanto si creda. Una copertina ordinata, coerente con l’identità visiva del profilo, cattura l’attenzione e offre l’impressione di un lavoro professionale. Chi desidera costruire un’immagine curata usa spesso palette coordinate, illustrazioni minimaliste o simboli chiari.
Le copertine personalizzate hanno anche una funzione pratica: aiutano il visitatore a capire subito cosa troverà nelle varie raccolte. Titoli brevi e chiari funzionano meglio di descrizioni lunghe.
Come mettere le storie in evidenza in una prospettiva più strategica
Ogni funzione all’interno di una piattaforma digitale racconta un modo diverso di comunicare. Le storie sono immediate, le foto del feed costruiscono un archivio permanente, mentre le evidenze sono uno scaffale visibile e stabile. Usarle bene significa costruire una gerarchia tra ciò che è effimero e ciò che deve restare.
Un brand può usare le evidenze per raccogliere FAQ, un food creator per suddividere ricette, un fotografo di matrimoni per mostrare portfolio, testimonianze e contatti.
Si tratta di organizzare la percezione: le storie in evidenza sono spesso il primo impatto per chi visita il profilo.
L’importanza della continuità e della revisione
Una raccolta non è un contenitore statico. Aggiungere nuovi contenuti nel tempo mantiene viva la sezione. Le evidenze di tipo formativo possono includere tutorial, mentre quelle di prodotto possono seguire aggiornamenti e lanci.
Periodicamente, è utile ripulire ciò che è superato: una sezione ferma per mesi comunica trascuratezza, mentre una aggiornata comunica professionalità.
Differenze tra profilo personale e professionale
L’uso delle evidenze cambia molto in base all’obiettivo. Nei profili personali sono un album emotivo; nei profili professionali diventano parte dell’identità digitale, spiegano i servizi, mostrano il lavoro e facilitano il percorso dell’utente.
La differenza tra storie in evidenza e reel in primo piano
Molti confondono i due strumenti. Le evidenze sono per contenuti brevi e narrativi, i reel sono video permanenti con maggiore visibilità. I reel in primo piano mettono in risalto pubblicazioni significative, ma non sostituiscono la funzione archivistica e ordinata delle evidenze.
Problemi comuni e soluzioni pratiche
Se non riesci a inserire una storia in evidenza, probabilmente l’archivio è disattivato: basta riattivarlo dalle impostazioni.
Se un’evidenza appare vuota dopo la rimozione dei contenuti, è sufficiente reimportare una storia.
Problemi con la copertina si risolvono aggiornando l’app o riavviandola.
Una copertina a bassa risoluzione si vedrà sfocata: meglio crearne con dimensioni adeguate e conservarle in una cartella dedicata.
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