Contributi al florovivaismo nel Lazio: pubblicati gli elenchi delle domande finanziabili e non ammesse
di Annalisa Biasi
11/01/2026
Con una Determinazione di fine anno, resa nota il 12 gennaio 2026, la Regione Lazio compie un passaggio amministrativo decisivo per il bando dedicato alle imprese florovivaistiche colpite dalla crisi economica legata alla pandemia: sono stati approvati gli elenchi delle richieste ammesse e finanziabili, di quelle non ammesse, e delle domande ammissibili ma non finanziabili per esaurimento delle risorse disponibili. Per chi lavora nella coltivazione, riproduzione e commercio di fiori, l’atto rappresenta il momento in cui la misura esce dalla fase istruttoria e si traduce in graduatorie, esiti, scorrimenti possibili e, soprattutto, in una distinzione netta tra chi rientra nel perimetro del fondo e chi, pur avendo i requisiti, resta fuori per mancanza di capienza.
La Determinazione approvata è la n. G17850 del 30/12/2025, con relativi allegati, e si colloca nel quadro del Piano di Sviluppo e Coesione (PSC) Lazio 2014-2020, per l’Intervento n. A0543P0001, cofinanziato con risorse FSC previste dalla delibera CIPESS n. 29/2021. Il bando, a contributo a fondo perduto, era stato avviato per sostenere le imprese agricole danneggiate dalla crisi derivante dalla diffusione dell’epidemia da COVID-19.
Il perimetro della misura: PSC, FSC e cornice normativa regionale
L’impianto della misura tiene insieme fonti e riferimenti che spiegano la natura “programmata” dell’intervento, con procedure e vincoli tipici dei fondi di coesione. La base normativa richiamata riguarda la legge regionale n. 25/2020, art. 3, comma 17, successivamente modificata dalla legge regionale n. 4/2025, art. 29: un innesto che aggiorna la cornice e consente di proseguire con strumenti mirati di supporto alle imprese agricole, in questo caso concentrate sul segmento florovivaistico.
Il bando è stato approvato con Determinazione dirigenziale n. G09327 del 18/07/2025, e la Determinazione di dicembre chiude la fase di valutazione delle domande, portando in evidenza un aspetto che le imprese conoscono bene: il requisito di ammissibilità, da solo, non garantisce la copertura finanziaria quando il fondo arriva a saturazione.
Elenchi approvati: cosa cambia per imprese ammesse, escluse e “idonee senza risorse”
L’atto ufficializza tre categorie, ciascuna con ricadute diverse. Le domande ammesse e finanziabili entrano nella traiettoria dei contributi e, salvo successive verifiche o adempimenti, possono guardare alla fase attuativa con una prospettiva più definita. Le domande non ammesse richiedono invece una lettura puntuale delle motivazioni: errori formali, requisiti non soddisfatti, documentazione incompleta, o altre cause indicate negli allegati. La terza lista, spesso la più delicata sul piano politico e gestionale, riguarda le domande ammissibili ma non finanziabili per esaurimento del fondo: pratiche che superano l’istruttoria ma restano sospese in una zona grigia, dove l’eventuale scorrimento dipende da rinunce, economie, rimodulazioni o ulteriori stanziamenti.
Per le imprese del comparto, la pubblicazione degli elenchi è anche un segnale sul livello di pressione della domanda: quando molte istanze risultano idonee ma non coperte, emerge una fragilità economica diffusa e un fabbisogno che supera la dimensione della misura. Al tempo stesso, la scelta del fondo perduto indica una volontà di alleggerire immediatamente i bilanci aziendali, senza aggiungere indebitamento a una fase già complessa per costi, energia, logistica e volatilità dei mercati.
Annalisa Biasi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to