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Encomi agli agenti della Polizia Locale: riconosciuto l’intervento decisivo in due salvataggi

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di Redazione

26/11/2025

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Una cerimonia sentita, segnata da emozione e rispetto istituzionale, ha celebrato il lavoro di quattro agenti della Polizia Locale di Roma Capitale che, grazie a un intervento rapido e competente, hanno salvato la vita a due giovani in situazioni critiche. Il Sindaco Roberto Gualtieri, insieme al Comandante Generale Mario De Sclavis, ha consegnato gli encomi in presenza dei colleghi e delle autorità di Roma Capitale.

Professionalità e sangue freddo sul campo

Gli interventi per i quali è stato assegnato il riconoscimento hanno confermato quanto la presenza capillare e continua della Polizia Locale sul territorio costituisca un elemento essenziale per la sicurezza urbana. Nei due episodi richiamati durante la cerimonia, gli agenti sono intervenuti con tempestività applicando tecniche salvavita che hanno evitato conseguenze irreparabili, dimostrando quanto la preparazione tecnica e il sangue freddo possano essere determinanti nel tempo breve concesso da un’emergenza medica.

I destinatari degli encomi sono l’istruttore Andrea Perrino del Gruppo VI Torri, il funzionario Andrea Traversetti, l’istruttrice Antonella Spera e l’istruttrice Lea Scigliano del Gruppo II Parioli. Professionisti che hanno messo in pratica competenze costruite nel tempo e rafforzate grazie a programmi di addestramento specifici, confermando la qualità e l’impegno del Corpo.

Il valore simbolico del riconoscimento pubblico

Nel suo intervento, il Sindaco Gualtieri ha ricordato che gli agenti premiati rappresentano idealmente tutti gli uomini e le donne della Polizia Locale che ogni giorno operano nel silenzio e nella normalità delle strade. Ha ringraziato gli agenti per la dedizione e la lucidità dimostrate, sottolineando come simili gesti raccontino l’essenza del servizio pubblico e rafforzino il legame con la cittadinanza.

Accanto a lui, il Comandante De Sclavis ha evidenziato quanto il riconoscimento istituzionale debba essere considerato non una celebrazione episodica, ma un segnale di attenzione verso un corpo che si trova a gestire situazioni molto diverse tra loro e spesso invisibili al racconto mediatico quotidiano. Una cerimonia sobria, che ha restituito dignità e visibilità a un lavoro che non si misura soltanto con i regolamenti, ma con la capacità di intervenire dove serve.

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