Ex Mercati Generali, Roma apre il confronto: tre tavoli pubblici per disegnare il dopo-cantiere
26/01/2026
Gli Ex Mercati Generali non sono soltanto un grande vuoto urbano da riempire: sono un punto di frizione tra quartieri che cambiano, traffici quotidiani, nuove residenze universitarie, esigenze di verde e spazi collettivi che, nel quadrante Ostiense–Garbatella, non possono essere trattati come accessori. Per questo Roma Capitale avvia un ciclo di incontri pubblici pensato come dialogo strutturato con il territorio, aperto a residenti, associazioni e realtà locali, con l’obiettivo di raccogliere osservazioni utili a far dialogare la riqualificazione con la vita reale del quartiere.
Il programma prevede tre giornate — 30 gennaio, 6 febbraio e 13 febbraio 2026, sempre dalle 16:00 alle 19:00 — e una scelta organizzativa precisa: i tavoli si svolgono in contemporanea, così da permettere un confronto più approfondito su ciascun tema e, allo stesso tempo, distribuire la partecipazione in modo capillare.
Tre sedi, tre temi: come sono costruiti i tavoli di lavoro
Il primo tavolo è dedicato ai cambiamenti del quadrante Ostiense: trasformazioni urbanistiche, mobilità, residenze universitarie. Si svolge alla Casa della Città, in piazza Giovanni da Verrazzano 7, un luogo scelto non a caso perché richiama l’idea di pianificazione come esercizio pubblico, leggibile e discutibile.
Il secondo tavolo entra nel cuore degli spazi aperti degli Ex Mercati: verde, piazze e acqua. L’appuntamento è al C.S.A.Q. Pullino, in via Giacinto Pullino 95, dentro un contesto che, per storia e frequentazione, intercetta un pubblico abituato a ragionare su prossimità e servizi di quartiere.
Il terzo tavolo guarda alla dimensione più “civile” del progetto: spazi per la cultura e il tempo libero, funzioni, servizi e usi collettivi. Si svolge alla Biblioteca comunale Joyce Lussu, in via Costantino 49A, punto naturale per discutere di programmazione culturale senza ridurre tutto a eventi episodici.
Perché questi incontri contano: integrazione vera con Ostiense–Garbatella
La posta in gioco è chiara: trasformare un’area storicamente chiusa, percepita per anni come “altro” rispetto al tessuto quotidiano, in un pezzo di città attraversabile, utile, riconoscibile. La scelta di aprire tavoli distinti su mobilità, spazi pubblici e cultura evita un errore frequente nei processi partecipativi: mettere tutto nello stesso calderone, finendo per raccogliere suggestioni generiche. Qui, invece, ogni pilastro della riqualificazione ha un perimetro e un luogo, con tempi uguali e ricorsivi sulle tre date, così che l’ascolto non sia un’unica serata simbolica ma un percorso.
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