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“Famiglia e natalità, terza audizione in commissione: le associazioni chiedono il ritiro della legge”

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di Redazione

15/10/2025

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Si è concluso con toni accesi il terzo ciclo di audizioni sulla proposta di legge regionale n. 207/2025, dedicata agli interventi a sostegno della famiglia e della natalità. La settima commissione – Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare, presieduta da Alessia Savo (FdI) – ha ospitato nella sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio l’ultimo confronto prima dell’esame dell’articolato.
All’incontro ha partecipato anche l’assessora Simona Renata Baldassarre, titolare delle deleghe alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia, che ha difeso il testo elaborato dalla Giunta, composto da 27 articoli e pensato per promuovere natalità, sostegno economico e conciliazione vita-lavoro, oltre all’introduzione della Carta Famiglia del Lazio e al potenziamento dei centri territoriali.

Le critiche delle associazioni: “testo ideologico e arretrato”

L’audizione ha registrato la netta contrarietà delle associazioni intervenute, che hanno definito la proposta “irricevibile”, “arretrata” e “pericolosa”. Tra i partecipanti, rappresentanti di Famiglie Arcobaleno, Agedo, Scosse, Lucha y Siesta, Be Free, Differenza Donna, il Coordinamento consultori donne e libere soggettività del Lazio, Cattive Ragazze, Sui Generis, la Casa Internazionale delle Donne, L.A.I.G.A. e altri collettivi.
Le principali contestazioni hanno riguardato l’impostazione ideologica del testo, il linguaggio giudicato escludente, la centralità data al nascituro anziché al diritto di autodeterminazione delle donne e l’assenza di riferimenti alla Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere.
Molte voci hanno inoltre denunciato l’uso improprio della mediazione familiare nei casi di violenza domestica e l’assenza di riconoscimento per le famiglie monogenitoriali, omogenitoriali e adottive.

Le posizioni politiche e il confronto in aula

In chiusura sono intervenuti i consiglieri di opposizione Rodolfo Lena, Marta Bonafoni, Marietta Tidei, Salvatore La Penna e Alessandra Zeppieri, che hanno definito la proposta “una legge manifesto”, sovrapposta a norme già vigenti. “Piuttosto che riscrivere leggi, servono risorse e rifinanziamenti ai provvedimenti già esistenti”, ha commentato Lena.
Dalla maggioranza, la vicepresidente Alessia Savo ha difeso l’impianto del testo, mentre la giurista Carla Di Lello (Ugci) ha espresso unico parere favorevole, respingendo le accuse di incostituzionalità e sottolineando la legittimità dell’impostazione.
La discussione si sposterà ora in sede di esame articolato, con la possibilità di emendamenti, ma il clima resta teso: la distanza tra l’impostazione della Giunta e le istanze del mondo associativo appare ancora profonda.

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