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Fontana di Trevi, il primo mese con l’accesso regolato: numeri, incassi e un cambio di passo nella fruizione

03/03/2026

Fontana di Trevi, il primo mese con l’accesso regolato: numeri, incassi e un cambio di passo nella fruizione

A Roma il dibattito sul turismo si accende spesso quando le folle diventano un ostacolo: alla foto, al passaggio, persino alla sicurezza. La Fontana di Trevi è l’emblema di questa tensione tra desiderio collettivo e spazio reale. A un mese dall’avvio del nuovo sistema di accesso, il bilancio restituisce dati concreti e, soprattutto, una direzione politica: contingentare le presenze e reinvestire le entrate nella cultura cittadina e nella tutela del patrimonio.

I dati dal 2 febbraio: affluenza, tipologie di ingressi e risorse raccolte

Dal 2 febbraio sono stati registrati 229.896 ingressi. La parte più consistente riguarda i visitatori a tariffa intera: 217.597 accessi. A questi si aggiungono 3.499 ingressi di residenti a Roma o nella Città Metropolitana di Roma Capitale e 8.800 ulteriori ingressi gratuiti previsti dalle regole di fruizione. Il totale degli incassi dichiarati nel primo mese è pari a 435.194 euro.

Il punto, però, non è solo contabile. Le risorse raccolte vengono destinate a due capitoli che danno senso al provvedimento: da una parte il sostegno alla gratuità dei Musei Civici di Roma per i residenti della Capitale e della Città Metropolitana, dall’altra la manutenzione e la tutela del patrimonio. È un meccanismo di compensazione che prova a riequilibrare il rapporto tra città abitata e città visitata: chi arriva contribuisce, chi vive il territorio ottiene accesso culturale più ampio, e il monumento beneficia di interventi programmabili.

Un modello che cambia la visita: meno caos, più qualità, più romani

Il sindaco Roberto Gualtieri ha letto questi numeri come la dimostrazione che tutela e fruibilità possono stare insieme, sottolineando un aspetto spesso dimenticato nelle discussioni sull’overtourism: la possibilità, per romane e romani, di riavvicinarsi a un luogo simbolo senza esserne respinti dal sovraffollamento. Nel suo commento torna anche l’idea di una gestione che “reinveste” nel patrimonio ciò che raccoglie, trasformando un ticket contenuto in uno strumento stabile di cura.

Sulla stessa linea l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato, che ha definito il nuovo impianto un modello capace di offrire fondi per la tutela e, insieme, un’esperienza nettamente migliore rispetto a un passato segnato da disordine e insicurezza; nel suo ragionamento emerge un criterio politico preciso, quello di un turismo “compatibile”, che lascia sul territorio più valore di quanto consumi.

L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha collocato la misura dentro un quadro più ampio, collegandola direttamente alla gratuità museale: Fontana di Trevi, con i suoi volumi, diventa una sorta di “porta” capace di sostenere l’accesso alla rete culturale civica. La comparazione con i numeri dei Musei Capitolini e, più in generale, con gli ingressi ai musei civici serve a chiarire la portata del flusso: qui non si parla di un sito marginale, ma di uno dei principali poli di attrazione della città, dove la qualità della fruizione fa la differenza tra visita e ressa.

Restano, inevitabilmente, alcune domande operative: la tenuta del sistema nei picchi stagionali, l’impatto sulle code esterne, la capacità di integrare sicurezza, decoro e accessibilità. Ma il primo mese consegna un dato difficilmente aggirabile: una regolazione misurabile delle presenze, un gettito destinato a cultura e manutenzione, e un segnale ai residenti, che tornano protagonisti nei luoghi-simbolo della loro città.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to