Foreste europee, lo studio della Sapienza: più biodiversità dove la natura resta libera
di Redazione
16/10/2025
Un’alleanza tra scienza e natura per capire come gestire le foreste senza comprometterne l’equilibrio. È questo l’obiettivo dello studio pubblicato su PNAS e condotto da un team internazionale coordinato dalla Sapienza Università di Roma, con la collaborazione delle università di Göttingen (Germania) e Jyväskylä (Finlandia). La ricerca ha individuato la combinazione ottimale di pratiche gestionali per preservare la biodiversità nelle faggete europee, dimostrando che l’inclusione di ampie aree lasciate a dinamica naturale è la strategia più efficace.
Quando il “non intervento” diventa una scelta attiva
Oggi solo il 2% delle foreste europee è lasciato crescere senza interventi antropici. Il resto è gestito con criteri intensivi o estensivi, spesso condizionati dalla domanda di legname. Lo studio ha analizzato dati provenienti da nove siti forestali in Francia, Germania, Italia e Repubblica Ceca, classificando le aree in tre categorie: intensive (taglio raso o massiccio), estensivamente gestite (tagli parziali) e non gestite.
Utilizzando un ampio database europeo su diversi gruppi tassonomici — uccelli, coleotteri, piante, licheni e funghi — i ricercatori hanno costruito “paesaggi virtuali” per simulare come diverse proporzioni di foreste influenzino la biodiversità. Il risultato più significativo riguarda la massima diversità multi-tassonomica, raggiunta nei paesaggi composti per il 60% da foreste non gestite e per il 40% da foreste intensivamente utilizzate.
Un nuovo equilibrio tra conservazione e produzione
Contrariamente a quanto si pensava, le foreste gestite in modo estensivo non contribuiscono in modo rilevante al mantenimento della diversità biologica. Tuttavia, possono assumere un ruolo strategico se la loro struttura viene avvicinata a quella delle foreste naturali, mantenendo grandi alberi secolari, legno morto e discontinuità nella copertura arborea.
“Le foreste a dinamica naturale restano un riferimento indispensabile per capire come gestire in modo sostenibile quelle destinate alla produzione”, spiega Sabina Burrascano della Sapienza.
Il lavoro, sostenuto dal programma europeo Horizon 2020 (COST), dalla Fondazione DFG e dalla Fondazione Kone, offre una prospettiva pragmatica per la politica forestale europea: la conservazione non si oppone alla gestione, ma la completa.
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