Gli occhiali di Šostakovič: musica, potere e resistenza in scena a Roma
02/02/2026
Lunedì 2 febbraio alle ore 20, la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica ospita Gli occhiali di Šostakovič, spettacolo multimediale dedicato alla vita e all’opera di Dmitrij Šostakovič, scritto e diretto da Valerio Cappelli. Un appuntamento che si inserisce nel clima di rinnovata attenzione verso il compositore russo, a seguito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, e che propone uno sguardo non celebrativo, ma critico e profondamente umano.
Lo spettacolo è corealizzato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dalla Fondazione Musica per Roma, e costruisce un racconto stratificato in cui parola, musica e immagini convivono senza gerarchie, restituendo la complessità di un artista che ha vissuto sulla linea di confine tra consenso pubblico e paura privata.
Uno sguardo che attraversa il Novecento
A guidare il pubblico lungo questo percorso è Sergio Rubini, voce narrante di una serata in cui il teatro dialoga con la musica, sia registrata sia eseguita dal vivo. Al centro della scena non c’è solo il compositore, ma lo sguardo che lo ha accompagnato per tutta la vita: quello che si nasconde dietro le spesse lenti degli occhiali, apparentemente sfuggente, in realtà capace di osservare ciò che il potere tenta di occultare.
Cappelli affida proprio agli occhi di Šostakovič la chiave simbolica dell’intero spettacolo. Uno sguardo che non sfida apertamente, ma resiste, registra, trattiene. In quella fissità inquieta si riflette l’esistenza di un uomo costretto a muoversi in equilibrio precario, tra riconoscimenti ufficiali e il timore costante di un arresto improvviso, tanto da dormire per anni con una valigia pronta sotto il letto. Una vita che sembra già teatro, prima ancora di essere raccontata in scena.
Musica come racconto e come difesa
Gli occhiali di Šostakovič si sviluppa per quadri ed episodi, seguendo una drammaturgia che attinge a lettere, appunti personali, testimonianze di allievi e riflessioni critiche. Ne emerge un ritratto fatto di discontinuità stilistiche, parodie, improvvisi scarti emotivi e una tensione interna che attraversa tutta la produzione del compositore.
Come sottolinea lo stesso Cappelli, la partitura dello spettacolo assomiglia a un montaggio di frammenti, in cui la musica diventa racconto e insieme strumento di difesa. In questo intreccio di suoni e parole, Šostakovič appare come un artista che ha trasformato la composizione in un atto di resistenza silenziosa, capace di parlare a più livelli, di dire senza dichiarare, di alludere senza mai concedersi del tutto.
Un ritratto senza semplificazioni
Debuttato al Ravenna Festival nel 2023, lo spettacolo arriva a Roma con la forza di un lavoro già maturo, che rifiuta semplificazioni e letture univoche. Non c’è l’eroe senza ombre né il martire senza contraddizioni, ma un uomo immerso nel suo tempo, attraversato da paure, compromessi e lampi di genio.
Gli occhiali di Šostakovič si propone così come un’esperienza che va oltre il concerto e oltre il racconto biografico, offrendo al pubblico la possibilità di entrare in una mente e in un’epoca in cui la musica non era evasione, ma una forma di verità possibile.
Ulteriori informazioni e prenotazioni sono disponibili sul sito dell’Auditorium.
Articolo Precedente
Anziani in Movimento: al Villaggio Olimpico un pomeriggio per stare insieme