Caricamento...

Roma365 Logo Roma365

Il Giorno del Ricordo: memoria storica, responsabilità civile, consapevolezza europea

10/02/2026

Il Giorno del Ricordo: memoria storica, responsabilità civile, consapevolezza europea

Il 10 febbraio l’Italia celebra la Giornata del Ricordo, istituita per conservare e trasmettere la memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle complesse vicende che segnarono il confine orientale nel secondo dopoguerra. La ricorrenza è stata introdotta con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, con cui la Repubblica Italiana ha riconosciuto ufficialmente una tragedia rimasta per decenni ai margini della narrazione pubblica, spesso compressa da silenzi politici e letture ideologiche contrapposte.

Il Giorno del Ricordo non nasce come atto simbolico isolato, ma come strumento di responsabilità civile: riportare al centro della coscienza collettiva una pagina dolorosa della storia nazionale, affrontandola con rigore documentale, senza semplificazioni né strumentalizzazioni.

Foibe ed esodo giuliano-dalmata: una tragedia del confine orientale

Le foibe, profonde cavità carsiche diffuse in Istria, Fiume e Dalmazia, furono utilizzate tra il 1943 e il 1947 come luoghi di eliminazione fisica di migliaia di persone. In quel contesto vennero infoibati italiani considerati oppositori del nascente regime jugoslavo, militari, funzionari, civili, ma anche individui del tutto estranei a responsabilità politiche. Le stime storiche oscillano tra le 10.000 e le 20.000 vittime, molte delle quali uccise senza processo, spesso gettate vive nelle voragini.

Parallelamente si consumò l’esodo giuliano-dalmata, che coinvolse circa 350.000 italiani costretti ad abbandonare le proprie terre d’origine dopo il passaggio di quei territori alla Jugoslavia, sancito dal Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. Famiglie intere lasciarono case, beni, radici culturali e identità locali, affrontando un difficile reinserimento in una penisola spesso impreparata ad accoglierle.

Le violenze furono perpetrate in gran parte da partigiani titini e da gruppi nazionalisti slavi, in un clima segnato da vendette, epurazioni politiche e tensioni etniche, maturate anche come reazione all’occupazione italiana dei territori balcanici durante il fascismo. Un contesto storico complesso, che non giustifica le atrocità ma ne impone una lettura storicamente fondata.

La memoria istituzionale e il valore educativo della ricorrenza

La legge istitutiva del Giorno del Ricordo prevede celebrazioni ufficiali, iniziative nelle scuole e il conferimento di medaglie commemorative ai familiari delle vittime uccise tra l’8 settembre 1943 e il 10 febbraio 1947. Il Presidente della Repubblica Italiana e le massime istituzioni dello Stato accompagnano ogni anno la ricorrenza con messaggi che richiamano alla sobrietà, alla verità storica e al rifiuto di ogni forma di negazionismo.

Un luogo simbolo della memoria è il Monumento nazionale della Foiba di Basovizza, nei pressi di Trieste, meta di visite istituzionali, scolastiche e culturali. Accanto ai memoriali, mostre, convegni, pubblicazioni, film e documentari contribuiscono a raccogliere e trasmettere le testimonianze dei sopravvissuti e degli esuli, offrendo strumenti critici alle nuove generazioni.

Il Giorno del Ricordo, riconosciuto anche in ambito europeo come risposta a un vuoto memoriale, non è rivolto al passato come esercizio nostalgico, ma al presente e al futuro. Educare alla conoscenza di queste vicende significa promuovere il rispetto dei diritti umani, prevenire derive totalitarie e contrastare ogni forma di pulizia etnica, nella prospettiva di una riconciliazione autentica con i popoli sloveno e croato e di un’Europa fondata sulla memoria condivisa.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to