“Il Lazio che Cresce 2026”: 1,14 miliardi per imprese e investimenti, tra bandi e finanza
19/01/2026
Nella Sala Tevere della Regione Lazio la presentazione di “Il Lazio che Cresce 2026” ha avuto il tono concreto delle scadenze che contano: avanzamento del Programma FESR 2021-2027, misure già pronte per il biennio 2026-2027, e una cifra che, da sola, sintetizza l’ambizione dell’impianto: un miliardo e 140 milioni di euro di nuove risorse disponibili nel periodo. Al tavolo, i volti istituzionali che presidiano questa partita: il presidente Francesco Rocca, la vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, la direttrice dell’Autorità di Gestione del PR Lazio FESR 2021-2027 Tiziana Petucci e il presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini.
Il punto, in questa fase, non è soltanto “spendere” fondi europei. È farlo con un disegno leggibile, in cui la leva pubblica non si limita al contributo a fondo perduto, ma si integra con strumenti finanziari, accesso al credito e capitali per la crescita. La Regione rivendica un avanzamento solido nell’utilizzo delle risorse FESR proprio grazie a questo modello ibrido, accompagnato da una spinta costante su ricerca, innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione.
La dotazione 2026: oltre 640 milioni tra Europa, reindustrializzazione e risorse regionali
Per il 2026 la dotazione complessiva supera i 640 milioni di euro, con una composizione che chiarisce dove la Regione intende mettere il peso: 530 milioni di fondi europei, 100 milioni dal DPCM dedicato alla reindustrializzazione, 10 milioni di risorse regionali. Nel pacchetto vengono confermate misure che negli ultimi cicli hanno mostrato capacità di attivare domanda e investimenti, come i voucher per internazionalizzazione e digitalizzazione.
Tra gli strumenti evidenziati c’è anche il bando STEP per tecnologie strategiche e critiche, con una scelta che merita attenzione perché amplia la platea: l’intervento è destinato anche alle grandi imprese, segnale di una strategia che punta a catene del valore più robuste e a un effetto di trascinamento sulla filiera, quando funziona davvero.
Nuove leve: provvista BEI, venture capital potenziato e misure per i giovani
Il biennio porta anche novità di struttura. Entra una provvista BEI (Banca Europea per gli Investimenti) da 120 milioni di euro, che sposta una parte dell’intervento sulla dimensione finanziaria e sulla capacità di sostenere investimenti con logiche di credito e garanzia. Sul fronte del capitale di rischio, la Regione annuncia un potenziamento degli strumenti di venture capital fino a 140 milioni: una cifra che, per un contesto regionale, indica la volontà di presidiare non soltanto la nascita delle imprese innovative, ma anche le fasi successive di crescita, dove spesso si decide se un progetto resta locale o prova davvero a scalare.
Accanto a questo, vengono annunciate misure innovative dedicate a giovani professionisti e imprenditori, oltre a interventi mirati per la reindustrializzazione. La lettura politica è affidata alle dichiarazioni: Rocca parla di strategia chiara e capacità di impiego efficace delle risorse, mentre Angelilli definisce il 2026 un anno “decisivo” per gli investimenti, specificando un equilibrio tra contributi e strumenti finanziari: circa 260 milioni a fondo perduto e 390 milioni tra finanza e accesso al credito, più 10 milioni regionali sugli investimenti.
Sul piano temporale, il 2026-2027 viene raccontato anche come ponte verso la programmazione europea 2028-2034, che partirà il 1° gennaio 2028: il 2027, nelle intenzioni, servirà a consolidare le misure avviate e accompagnare la chiusura degli interventi verso la rendicontazione finale. Una parola che può sembrare tecnica, ma che per le imprese si traduce in tempi, procedure, certezze: cioè nella differenza tra un’opportunità accessibile e un bando che resta sulla carta.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to