La Bohème torna al Teatro dell’Opera di Roma: Puccini tra tecnologia e intimità scenica
di Annalisa Biasi
10/01/2026
Dal 14 al 25 gennaio 2026 il Teatro dell’Opera di Roma ospita La Bohème di Giacomo Puccini in una coproduzione con il Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia. L’allestimento porta la firma di Davide Livermore, che cura regia, scene, costumi e luci, dando vita a una lettura immersiva capace di dialogare con il pubblico contemporaneo senza tradire la natura profonda dell’opera.
Dopo le grandi esperienze all’aperto alle Terme di Caracalla e al Circo Massimo, questa Bohème rientra al Teatro Costanzi in una versione ripensata per uno spazio più raccolto. Qui la tecnologia non invade, ma accompagna, diventando parte sensibile del racconto teatrale. Il videomapping firmato D-Wok, strumento ormai centrale nel linguaggio visivo di Livermore, lavora sulle superfici come materia narrativa, amplificando emozioni, ricordi e passaggi interiori dei personaggi.
Un linguaggio visivo che dialoga con Puccini
L’approccio registico si fonda su un equilibrio delicato: da un lato l’innovazione tecnologica, dall’altro la fedeltà alla verità emotiva della partitura. La Parigi dei giovani artisti immaginata da Puccini prende forma attraverso immagini mobili, luci che respirano con la musica e ambienti che si trasformano seguendo lo stato d’animo dei protagonisti. Il risultato è una scena viva, capace di restituire il senso di precarietà, entusiasmo e fragilità che attraversa l’intera opera.
Livermore utilizza la digital art come una lente che avvicina lo spettatore alla dimensione intima della vicenda, rendendo tangibile il contrasto tra sogni e realtà, tra slanci vitali e perdita. Il Teatro Costanzi diventa così un luogo di prossimità emotiva, dove il pubblico è chiamato a condividere la quotidianità poetica dei bohémien.
Orchestra, direzione e voci protagoniste
Sul podio dell’Orchestra dell’Opera di Roma torna Jader Bignamini, che legge La Bohème come un’opera attraversata da una vitalità irregolare, fatta di affetti che resistono e sogni che restano incompiuti. Una visione che privilegia la naturalezza del fraseggio e la chiarezza del tessuto orchestrale. La replica del 21 gennaio è affidata alla direzione di Alessandro Palumbo.
Il ruolo di Mimì, fulcro emotivo dell’opera, vede alternarsi tre interpreti: Carolina López Moreno, tra le voci pucciniane più apprezzate del momento, Maria Agresta e Roberta Mantegna. Accanto a loro, diversi cast si alternano nel dare vita al gruppo di giovani artisti protagonisti del libretto di Illica e Giacosa, tratto dalle Scènes de la vie de bohème di Murger e Barrière.
In tutte le recite è presente il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Ciro Visco, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale.
La prima del 14 gennaio, trasmessa in diretta su Radio3 Rai, apre una serie di undici rappresentazioni che confermano La Bohème come uno dei titoli più amati e continuamente rinnovabili del repertorio lirico.
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Annalisa Biasi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to