La Regione Lazio riorganizza il proprio quadro normativo: approvata la legge sugli impegni col Governo
di Redazione
25/11/2025
Con un voto che ha segnato la volontà della maggioranza di imprimere una direzione più ordinata alla legislazione regionale, il Consiglio del Lazio ha adottato la legge che recepisce gli impegni assunti in Conferenza Stato-Regioni. Una decisione maturata dopo un dibattito articolato, alla presenza del presidente Francesco Rocca, e che si inserisce in un percorso di revisione profonda della cornice normativa che regola settori eterogenei ma interconnessi.
Un intervento trasversale che tocca cultura, pubblica amministrazione e servizi essenziali
L’assessore Elena Palazzo ha illustrato un provvedimento che si presenta come un mosaico di interventi specifici pensati per rendere più coerente l’azione amministrativa. Nel comparto culturale, l’aggiornamento riguardante cinema e audiovisivo adegua criteri e strumenti ai parametri nazionali, garantendo maggiore linearità nei processi di finanziamento e nella valutazione dei progetti.
Sui servizi pubblici, il testo interviene in ambiti delicati come il personale delle società partecipate e delle Province, per anni terreno di incertezze gestionali. Una parte corposa riguarda la sanità: la ridefinizione delle condizioni per l’accreditamento delle strutture e l’aggiornamento delle norme sui farmacisti rurali dovrebbero favorire una distribuzione dei servizi più equilibrata, soprattutto dove la distanza dagli ospedali rischia di creare discontinuità assistenziale.
Importanti anche le modifiche al trasporto pubblico locale: le nuove procedure, oltre a rispecchiare le direttive nazionali, promettono maggiore chiarezza nei contratti di servizio e una pianificazione più solida dei costi.
Gli emendamenti approvati hanno completato il quadro, in particolare la soppressione dell’obbligo di residenza nella Regione per l’iscrizione al ruolo dei conducenti, mentre l’intervento sul bollo auto mira a uniformare la disciplina a quella nazionale.
Una razionalizzazione del quadro normativo che scioglie nodi irrisolti
Il provvedimento contiene anche una serie di abrogazioni che liberano il testo regionale da norme superate, tra cui programmi sanitari non più coerenti con le linee guida ministeriali, disposizioni su campagne informative ormai inglobate in iniziative nazionali e riferimenti ad assetti amministrativi non più attuali.
Durante la discussione, alcune voci critiche hanno segnalato rischi di arretramento su specifici fronti, come ricordato da Adriano Zuccalà del M5S a proposito delle deroghe per l’edilizia scolastica. Tuttavia, la maggioranza ha spiegato che la riforma nasce proprio dall’esigenza di eliminare incongruenze e consolidare un quadro normativo che consenta alle amministrazioni di muoversi con maggiore certezza.
La seduta si è conclusa con la convocazione dei Capigruppo, passo che prelude alla fase operativa necessaria per dare attuazione alle nuove disposizioni.
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