La serra di via De Coubertin diventa aula studio: un luogo per Mattia Nicholas Liguori davanti all’Auditorium
di Annalisa Biasi
13/01/2026
Nel punto di viale Pietro de Coubertin che guarda l’Auditorium Parco della Musica, una struttura rimasta a lungo marginale come la vecchia serra è stata trasformata in un’aula studio intitolata a Mattia Nicholas Liguori, lo studente del liceo Lucrezio Caro morto dopo essere stato investito mentre rientrava in bicicletta, in zona Corso Francia, il 2 ottobre 2025.
L’inaugurazione si è svolta con il sindaco Roberto Gualtieri e con la presenza della madre del ragazzo, della comunità scolastica, degli assessori Massimiliano Smeriglio ed Eugenio Patanè, della presidente del Municipio II Francesca Del Bello e dei vertici della Fondazione Musica per Roma.
Un’aula studio “di quartiere” dentro un polo culturale
Nel passaggio da serra a spazio pubblico per lo studio, la scelta progettuale si legge in dettagli concreti e verificabili: 32 postazioni, un ambiente riscaldato e molto luminoso, wi-fi libero, apertura tutti i giorni, con una fruizione che non richiede formule complicate e che punta a intercettare studenti e studentesse che gravitano intorno a quell’area tra università, scuole superiori, biblioteche e spazi culturali.
È un tipo di intervento che funziona quando riesce a restare semplice, perché lo studio ha bisogno di continuità più che di eventi: sedersi, collegarsi, restare qualche ora, trovare un posto anche quando la città è piena.
Orari stagionali e accessibilità: come cambia la fruizione tra inverno ed estate
La gestione dell’orario segue una logica stagionale, pensata per aderire alla luce e alla presenza di pubblico nell’area dell’Auditorium: nei mesi invernali l’aula è aperta dalle 11 alle 18, con domenica e festivi 10–18, mentre nei mesi estivi l’orario si estende dalle 11 alle 20, con domenica e festivi 10–20.
Questo impianto rende leggibile l’utilizzo anche per chi arriva da altri quadranti della città, perché permette di programmare un pomeriggio di studio senza incertezze, e al tempo stesso lascia spazio a una frequentazione più lunga nei periodi in cui l’area esterna è vissuta fino a sera.
Il contesto urbano: la futura piazza pedonale davanti all’Auditorium
La collocazione non è neutra, perché l’aula studio sorge nello stesso punto in cui, a partire dalla primavera, è previsto l’avvio dei lavori per trasformare l’area di accesso in una grande piazza pedonale davanti all’Auditorium, intervento spesso descritto come “sagrato” per l’idea di uno spazio pubblico più ampio, verde e attraversabile, in continuità con l’assetto urbano di via Guido Reni e con l’ingresso da via De Coubertin.
Dentro questa cornice, l’aula assume anche una funzione di soglia: un luogo utile nel presente, mentre intorno cambia la forma dello spazio pubblico, e un segno di memoria che lega una trasformazione urbana a una storia personale che la città ha scelto di non archiviare in fretta.
Annalisa Biasi
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to