Lavoro e Intelligenza Artificiale: il Lazio prepara una legge per tutelare i lavoratori
di Redazione
23/10/2025
Un confronto intenso e partecipato ha animato la Sala Etruschi del Consiglio regionale del Lazio, dove la Commissione Lavoro, presieduta da Angelo Tripodi (FI), ha esaminato la proposta di legge regionale n. 93/2023 dedicata alla tutela dei lavoratori penalizzati dall’intelligenza artificiale.
Un tema che non riguarda il futuro, ma il presente del mercato del lavoro, in cui l’automazione, se non governata, rischia di ampliare disuguaglianze e precarietà.
Una legge per accompagnare la trasformazione digitale
La proposta, presentata dalla consigliera Eleonora Mattia (PD), nasce con l’obiettivo di costruire un quadro normativo regionale capace di bilanciare innovazione e diritti. Il testo prevede l’istituzione di un Fondo regionale per la tutela dei lavoratori penalizzati dall’I.A., con una dotazione di 500.000 euro per ogni anno del triennio 2023–2025, e l’avvio di un Piano triennale di conciliazione tra risorse umane e intelligenza artificiale, che mappi i settori a rischio e delinei percorsi di riqualificazione e aggiornamento professionale.
Nel corso dell’audizione, docenti universitari, rappresentanti d’impresa e sindacati hanno portato contributi tecnici e visioni complementari. Silvia Castronovi (Roma Tre) e Roberto Setola (Università Campus Bio-Medico) hanno evidenziato la necessità di investire nella formazione continua e nell’inclusione digitale, ricordando che l’IA, se mal gestita, può accentuare il divario tra chi accede alle nuove competenze e chi resta ai margini.
Tutela, competitività e partecipazione sociale
Le associazioni imprenditoriali (tra cui Federmanager, Unindustria, Confprofessioni, Federterziario) hanno chiesto un equilibrio tra tutela del lavoro e libertà di innovazione tecnologica, invitando la Regione a coordinarsi con Camere di Commercio e imprese per individuare i profili professionali emergenti.
I sindacati (CGIL, CISL, UIL, UGL) hanno espresso un consenso di fondo, chiedendo però più risorse, strumenti di monitoraggio e una presenza stabile delle parti sociali nel tavolo di coordinamento previsto dalla legge.
Il dibattito ha toccato anche i temi della parità di genere e dell’accessibilità digitale, con attenzione ai lavoratori over 55 e ai settori più esposti alla sostituzione tecnologica.
Il presidente Tripodi ha chiuso i lavori parlando di “un passo importante per una legge che sappia accompagnare l’innovazione senza sacrificare il lavoro”.
Articolo Precedente
Aiuti alla Palestina: approvato lo stanziamento regionale da 2,1 milioni di euro
Redazione