“Le 10 Lupe di Roma: arte contemporanea sulle porte della città eterna”
di Redazione
15/10/2025
Sulle Mura Aureliane, dove da secoli si intrecciano storia e memoria, Roma affida a dieci artisti italiani il compito di reinterpretare la Lupa Capitolina, trasformandola in simbolo del dialogo tra tradizione e contemporaneità.
Il progetto “Le 10 Lupe di Roma”, ideato e curato da Spazio Taverna con la Sovrintendenza Capitolina e il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, è una mostra diffusa che anima le dieci porte storiche della città, da Porta del Popolo a Porta Portese.
L’arte come ponte tra passato e futuro
Ogni artista — da Ruth Beraha a Valerio Nicolai, passando per Agnes Questionmark e Camilla Alberti — ha realizzato uno stendardo dedicato alla Lupa, immaginandola come figura simbolica capace di attraversare il tempo.
L’iniziativa intende rinnovare il significato di un’icona fondativa, affidando alla creatività delle nuove generazioni il compito di custodirla e trasformarla. Le opere, collocate sulle porte come antiche sentinelle urbane, creano un dialogo tra la Roma antica e la sensibilità artistica del presente, invitando cittadini e turisti a scoprire la città con uno sguardo diverso, più aperto alla contaminazione dei linguaggi.
Il progetto non è solo estetico, ma anche civile: la città riconosce il valore sociale dell’arte come strumento di visione collettiva e di educazione allo sguardo contemporaneo.
Una Lupa per il futuro
L’edizione 2025 introduce una novità: i cittadini potranno votare la “Lupa Contemporanea dell’anno” attraverso i canali social di Roma Capitale e il sito di Spazio Taverna. L’opera più votata diventerà simbolo artistico temporaneo della Roma del 2025/2026, testimoniando un legame sempre più diretto tra arte e comunità.
Le porte, scelte come luoghi espositivi, rappresentano soglie simboliche tra dentro e fuori, passato e futuro, memoria e speranza. Come già accadde nel 1974, quando Christo intervenne a Porta Pinciana per la mostra Contemporanea curata da Achille Bonito Oliva, le Mura tornano a essere spazio di sperimentazione e rinascita culturale.
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