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Madonnelle e immagini sacre nel Municipio Roma V: un libro che mappa la devozione, ma soprattutto la memoria

21/01/2026

Madonnelle e immagini sacre nel Municipio Roma V: un libro che mappa la devozione, ma soprattutto la memoria

La seconda edizione di Madonnelle e immagini sacre nel Municipio Roma V arriva come arrivano le cose che resistono: senza clamore, ma con una capacità rara di restare nel paesaggio e, a forza di restarci, di diventare linguaggio. Il volume, promosso e realizzato dal Municipio, nasce dalla scelta di dare continuità a un lavoro di ricognizione e valorizzazione che riguarda un patrimonio devozionale e popolare spesso osservato di sfuggita, come se fosse parte dell’arredo urbano, e invece decisivo per capire l’identità minuta dei quartieri.

Il successo della prima pubblicazione e la quantità di testimonianze emerse nel tempo hanno reso necessaria una nuova edizione, ampliata e aggiornata. Non è un semplice “ristampa”: è un passo ulteriore dentro una materia che cresce proprio perché vive nello spazio pubblico e nella sua stratificazione. Le edicole votive e le immagini sacre, disseminate tra strade, cortili, facciate e angoli di passaggio, non sono soltanto segni di fede: sono marcatori di comunità, piccole coordinate emotive che raccontano l’abitare, le trasformazioni del tessuto urbano, i legami di vicinato, i traumi e le ricostruzioni.

Edicole votive come archivio di quartiere

Le “madonnelle” e le immagini sacre funzionano spesso come un archivio senza scaffali: non conservano documenti, ma conservano gesti. Un lume acceso, una cornice ripulita, un mazzo di fiori lasciato in fretta, una targa con un ringraziamento, una protezione invocata durante un passaggio difficile. In molti casi queste presenze sono anteriori ai cambiamenti più recenti della città; in altri, sono nate per segnare un evento, una memoria familiare, una promessa. Il loro valore sta anche nella posizione: sono lì dove la vita quotidiana passa davvero, non dove la città si mette in posa.

La seconda edizione del volume invita a guardare meglio ciò che già c’è, offrendo una lettura che unisce dimensione religiosa, storia sociale e geografia urbana. È un’operazione culturale che rovescia la prospettiva: non si parte dai monumenti “ufficiali”, ma dai segni minori che, messi insieme, raccontano una capitale fatta di microstorie e appartenenze.

Un impegno istituzionale sulla cultura diffusa

Che sia il Municipio a promuovere questa pubblicazione non è un dettaglio amministrativo: è una dichiarazione di metodo. Riconoscere la cultura diffusa significa accettare che il patrimonio non vive soltanto nei luoghi canonici, ma anche in ciò che è fragile, intermittente, perfino silenzioso. È un patrimonio che rischia di scomparire per incuria, lavori edilizi, vandalismi, ma anche per semplice distrazione collettiva.

Il libro è disponibile in formato digitale, scaricabile gratuitamente, e le copie cartacee saranno distribuite nelle parrocchie del Municipio. Nei prossimi mesi sono previsti eventi di presentazione presso parrocchie, istituti religiosi e realtà territoriali che ne faranno richiesta. Per proporre iniziative o chiedere informazioni, il riferimento indicato è [email protected].

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.