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Maratona di Roma, Angelus e referendum: la città regge la prova della mobilità

23/03/2026

Maratona di Roma, Angelus e referendum: la città regge la prova della mobilità

Roma ha affrontato una delle mattinate più delicate dell’anno senza cedere al caos, e il risultato non era affatto scontato. La contemporaneità di tre appuntamenti molto diversi tra loro — la maratona con oltre 35.000 partecipanti, l’Angelus celebrato dal Santo Padre e le operazioni di voto legate al referendum confermativo sulla riforma del sistema giudiziario — ha imposto una macchina organizzativa capace di tenere insieme sicurezza pubblica, gestione dei flussi e progressivo ritorno alla normalità della circolazione urbana.

La risposta messa in campo è stata definita attraverso una strategia modulare, espressione che, al di là della formula tecnica, restituisce bene il senso di un lavoro costruito per fasi, con interventi progressivi e adattabili all’evoluzione concreta della giornata. Non si è trattato di bloccare la città e attendere la fine degli eventi, ma di accompagnarne lo svolgimento riducendo il più possibile l’impatto su residenti, elettori, pendolari e servizi.

Sicurezza e mobilità, un equilibrio cercato sul campo

Il primo elemento da considerare riguarda il livello di complessità del contesto. Un evento sportivo di massa come la maratona, con decine di migliaia di presenze e una lunga estensione del percorso, richiede di per sé misure rigorose. In una fase internazionale segnata da forti tensioni geopolitiche, e alla luce di precedenti registrati in altri Paesi durante manifestazioni analoghe, il profilo della sicurezza assume un peso ancora maggiore. A questo si aggiungeva la presenza del Santo Padre per l’Angelus, con il conseguente afflusso nell’area vaticana, e la necessità di garantire condizioni accettabili di accesso ai seggi.

Il dato più significativo, in questo quadro, è il coordinamento tra i soggetti coinvolti. La Questura ha diretto l’azione in stretto raccordo con la Prefettura, con la Polizia Locale di Roma Capitale e con Ama, insieme alla collaborazione degli organizzatori della maratona. È proprio in questa regia condivisa che si misura l’efficacia della giornata: una rete operativa capace di intervenire su viabilità, controlli, pulizia urbana e trasporto pubblico senza frammentare le decisioni.

La scelta di rimuovere le interdizioni in maniera progressiva, subito dopo il transito dell’ultimo slot di atleti, ha rappresentato il punto più concreto di questa impostazione. La città, dunque, non è stata riaperta in un solo momento, ma attraverso una scansione ragionata, calibrata sull’effettivo avanzamento della corsa e sulle esigenze dei diversi quadranti urbani.

La riapertura graduale delle strade come chiave del piano

Le prime aree interessate dal ripristino della circolazione automobilistica e del trasporto pubblico sono state quelle del Lungotevere Aventino e di Piazza dell’Emporio, fino a estendersi verso viale Marconi intorno alle 12. Una scelta che segnala la volontà di restituire rapidamente funzionalità ad assi urbani molto utilizzati, limitando i tempi di paralisi in zone strategiche per gli spostamenti cittadini.

Successivamente l’intervento si è spostato sul perimetro del Vaticano e, a seguire, sul quartiere Prati, fino alle 13:30 circa. Alle 14:15 è arrivato il ripristino anche di Corso Vittorio e via Arenula, due direttrici centrali il cui sblocco ha avuto un valore particolarmente rilevante sul piano della mobilità complessiva. La progressione temporale di queste riaperture racconta una gestione attenta, costruita per alleggerire la pressione dove il bisogno di accessibilità diventava più urgente.

Interessante anche la soluzione adottata in alcuni tratti, dove gli atleti sono stati indirizzati lungo la pista ciclabile per favorire la riattivazione dei flussi veicolari. È un accorgimento che mostra un approccio pragmatico, lontano dalla rigidità di certi dispositivi urbani incapaci di correggersi mentre sono in corso. In una città complessa come Roma, spesso criticata per la difficoltà nel governare eventi simultanei, questo tipo di elasticità operativa rappresenta un elemento da osservare con attenzione.

Una prova organizzativa che parla anche della città

La gestione di questa mattinata restituisce un’immagine di Roma diversa da quella raccontata abitualmente quando il tema è la mobilità. Certo, disagi e rallentamenti erano inevitabili, e sarebbe poco serio fingere il contrario. Però la tenuta del sistema, in presenza di una combinazione tanto densa di eventi, suggerisce che quando la pianificazione è supportata da un coordinamento effettivo e da decisioni prese in tempo reale, anche uno scenario molto complicato può essere governato senza strappi.

Resta significativo il fatto che il piano sia ancora in corso e destinato a proseguire con l’avanzare dei corridori verso il traguardo. Questo dettaglio conferma la natura dinamica dell’intervento: non un modello fisso, ma una gestione che accompagna la città nel corso della giornata, adattando i dispositivi di sicurezza e mobilità alle condizioni reali. Per una capitale che deve spesso fare i conti con grandi eventi, appuntamenti religiosi, manifestazioni pubbliche e nodi istituzionali, la lezione più utile sta forse proprio qui: la differenza la fa la capacità di modulare, correggere e ripristinare in tempi rapidi, senza perdere di vista il quadro generale.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.