Memoria genera Futuro 2026: Roma costruisce una geografia del ricordo che parla ai ragazzi
24/01/2026
Roma sceglie una formula precisa per il Giorno della Memoria 2026: una rassegna diffusa, fatta di tappe ravvicinate e linguaggi diversi, capace di attraversare quartieri, sale pubbliche, teatri, biblioteche, spazi espositivi. “Memoria genera Futuro” mette in fila oltre 40 appuntamenti fino al 5 febbraio, con un obiettivo dichiarato: tenere aperto il filo della testimonianza e farlo arrivare, senza scorciatoie retoriche, a chi oggi è in età scolare o universitaria. Il perimetro del ricordo abbraccia le vittime della Shoah e include le altre categorie perseguitate dal nazifascismo in Europa — Sinti e Rom, omosessuali, Testimoni di Geova, militari, oppositrici e oppositori politici — per restituire complessità storica e responsabilità collettiva.
Un palinsesto diffuso: cultura, cittadinanza, luoghi che diventano “presìdi”
Il programma è costruito come un mosaico: incontri, proiezioni, concerti, spettacoli teatrali, percorsi e mostre, con il coordinamento dell’Assessorato alla Cultura e del Dipartimento Attività Culturali, insieme a una rete di istituzioni cittadine che, negli anni, ha consolidato competenze e archivi: Sistema Biblioteche, Sovrintendenza Capitolina, Azienda Speciale Palaexpo, fondazioni musicali e teatrali, fino alla Fondazione Museo della Shoah e alla Casa della Memoria e della Storia. L’idea che emerge dalla struttura stessa della rassegna è netta: la memoria non resta confinata in una cerimonia centrale, si distribuisce in luoghi accessibili, dove il pubblico entra per curiosità, per studio, per accompagnare una classe, e finisce per portarsi via domande che non si esauriscono con la data sul calendario.
Accanto alle iniziative, Roma Capitale segnala canali pratici per orientarsi tra sedi e modalità di accesso: la pagina dedicata su culture.roma.it, il contact center 060608 attivo ogni giorno, e la comunicazione social con l’hashtag ufficiale. Sono dettagli operativi, però raccontano una scelta di fondo: favorire la partecipazione reale, non l’adesione simbolica.
L’appuntamento per le scuole: “Stelle Nascoste” e la Shoah romana raccontata ai più giovani
Tra gli eventi che parlano direttamente alle nuove generazioni spicca quello del 28 gennaio, ore 10.30, alla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: la presentazione del libro “Stelle Nascoste. La Shoah nei ricordi di un bambino” (Mondadori, 2025), con la testimonianza di Nando Tagliacozzo, sopravvissuto al rastrellamento del 16 ottobre 1943, e la ricostruzione condivisa con Marco Caviglia. Il racconto, ancorato a episodi e indirizzi della città, tiene insieme la dimensione intima e quella storica: la casualità di una porta che non si apre, la sorte opposta di chi abita di fronte, la deportazione della sorella Ada, uccisa a Birkenau insieme alla nonna e allo zio, l’arresto del padre dopo una delazione. Nella Roma contemporanea, quel nome è diventato anche un riferimento civico: una scuola elementare intitolata ad Ada, memoria concreta di una vita spezzata e, allo stesso tempo, misura di quanto la città abbia bisogno di continuare a nominare ciò che è accaduto.