Music@Mens 2026, a Roma torna il concorso musicale che porta l’inclusione sul palco
09/04/2026
C’è un modo particolarmente efficace per affrontare temi complessi senza impoverirli, e quel modo passa spesso attraverso la musica. Non perché una canzone semplifichi ciò che è difficile, ma perché riesce a renderlo vicino, condivisibile, umano. È in questa direzione che si colloca Music@Mens 2026, il concorso musicale promosso nell’ambito della quinta edizione del Festival della Salute Mentale RO.MENS, in programma a Roma dall’1 al 10 ottobre 2026. L’iniziativa è organizzata dal Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 2 in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale e torna a proporre un’idea precisa di cultura pubblica: usare il linguaggio artistico per contrastare il pregiudizio e promuovere una visione più aperta e consapevole della salute mentale.
Il concorso invita autrici e autori a presentare canzoni inedite dedicate ai temi dell’inclusione sociale e del superamento dello stigma. È una scelta che attribuisce alla musica un ruolo che va oltre l’intrattenimento. Le canzoni, in questo contesto, diventano strumenti di racconto, presa di parola, costruzione di immaginari alternativi rispetto a quelli segnati da stereotipi e semplificazioni. Il progetto, nelle intenzioni degli organizzatori, punta soprattutto a coinvolgere i giovani, come già avvenuto nelle edizioni precedenti, e a stimolare la produzione di contenuti capaci di veicolare messaggi positivi sul valore della relazione, dell’ascolto e della partecipazione.
Un concorso che usa la musica per contrastare lo stigma
Nelle parole dell’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari, il senso dell’iniziativa emerge con chiarezza. La musica viene descritta come un linguaggio universale, capace di unire, di combattere i pregiudizi e di aprire spazi di riflessione autentica. È una lettura che coglie uno degli aspetti più interessanti di Music@Mens: la capacità di fare della produzione artistica un terreno di impegno civile, senza appesantirla con formule didascaliche o retoriche.
Il tema della salute mentale, infatti, continua a essere attraversato da fraintendimenti, paure e narrazioni distorte. Per questo iniziative come questa assumono una funzione culturale precisa: non si limitano a parlare di inclusione, ma cercano di praticarla, dando voce a chi spesso resta ai margini dell’ascolto pubblico. Il concorso diventa così anche un’occasione per riconoscere alla creatività una responsabilità sociale, cioè la possibilità di incidere sul modo in cui una comunità guarda alle fragilità, alle differenze e alle condizioni di vulnerabilità.
Iscrizioni gratuite e finale al Teatro Tor Bella Monaca
Le iscrizioni sono gratuite e resteranno aperte fino al 31 luglio 2026. Il regolamento del concorso è disponibile online, sul sito dedicato all’iniziativa, dove è anche possibile riascoltare i brani vincitori delle edizioni 2024 e 2025. Un dettaglio utile, questo, non soltanto per chi vuole partecipare, ma anche per comprendere il tono e la direzione artistica che il progetto ha assunto negli ultimi anni.
I finalisti avranno la possibilità di presentare dal vivo i propri brani nella serata di lunedì 5 ottobre 2026, al Teatro Tor Bella Monaca. Le esibizioni potranno avvenire anche con base musicale e sarà proprio in quell’occasione che verrà definita la classifica finale, con la proclamazione dei tre vincitori. La scelta del teatro come spazio della finale conferma la volontà di dare al concorso una dimensione pubblica e partecipata, sottraendolo alla logica di una selezione chiusa e valorizzando invece il momento dell’esecuzione come incontro diretto con il pubblico.
La premiazione nel giorno simbolico del 10 ottobre
La conclusione del percorso è fissata per sabato 10 ottobre 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, quando nella Sala della Protomoteca del Campidoglio si terrà la premiazione dei primi tre brani classificati. La collocazione di questo appuntamento dentro una data così simbolica non è casuale. Colloca infatti il concorso dentro un orizzonte più ampio, nel quale la produzione musicale si intreccia con la sensibilizzazione pubblica e con la necessità di costruire occasioni di confronto che sappiano unire cultura, salute e cittadinanza.
Music@Mens 2026 si presenta dunque come un progetto che lavora su più livelli: sostiene la creatività giovanile, valorizza la musica d’autore, affronta il tema della salute mentale con un linguaggio accessibile e prova a rendere l’inclusione qualcosa di concreto, ascoltabile, condivisibile. In un tempo in cui il dibattito pubblico tende spesso a correre veloce e a lasciare poco spazio alla complessità, chiedere a una canzone di raccontare il valore dell’inclusione è una scelta che merita attenzione. Perché certe parole, quando passano attraverso la musica, riescono ad arrivare dove altri discorsi si fermano.