Oliveti mediterranei come laboratorio naturale
di Redazione
13/09/2025
I suoli fertili costituiscono la base della sicurezza alimentare europea, ma oggi si stima che circa il 60% dei terreni presenti condizioni di degrado o compromissione. A lanciare l’allarme è un commento apparso su Nature Sustainability e firmato dal professor Pasquale Borrelli con il suo gruppo di ricerca dell’Università Roma Tre.
Gli studiosi hanno scelto gli oliveti mediterranei come caso di studio, osservando come pratiche agricole non sostenibili stiano erodendo lentamente equilibri millenari. Gli oliveti, patrimonio paesaggistico e culturale, sono anche un sensibile indicatore delle pressioni ambientali, dove erosione, impoverimento del suolo e cambiamenti climatici si intrecciano in un quadro complesso.
Lezioni per la politica europea
Secondo Borrelli, il destino degli oliveti mediterranei dimostra la necessità di politiche agricole capaci di coniugare redditività e sostenibilità. La proposta di Soil Monitoring Law (COM(2023) 416), oggi in discussione al Parlamento europeo, potrebbe diventare uno strumento strategico se arricchita da modelli predittivi suolo-clima.
L’obiettivo non è soltanto monitorare, ma guidare interventi concreti a livello regionale, con strategie mirate per mitigare il degrado e favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici. La ricerca evidenzia come la transizione agricola non possa prescindere dall’integrazione tra dati scientifici, fattori socio-economici e obiettivi comunitari, trasformando l’agricoltura mediterranea in un banco di prova per l’intera Europa.
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