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Piazza Navona: il capolavoro barocco nel cuore di Roma

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di Redazione

20/09/2025

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Nel cuore del centro storico di Roma, tra i vicoli acciottolati e i palazzi antichi che narrano secoli di vicende, si apre la maestosa Piazza Navona, uno degli spazi più emblematici e amati della città eterna. Più che una semplice piazza, è un monumento a cielo aperto, dove arte, storia e vita quotidiana si intrecciano in un abbraccio continuo.

Le origini romane e la forma dello stadio

Piazza Navona sorge sul tracciato dell'antico Stadio di Domiziano, costruito attorno all'86 d.C. per ospitare gare atletiche secondo la tradizione greca. La sua forma allungata e leggermente curva alle estremità è la testimonianza tangibile di quell'antico impianto sportivo. Oggi, camminare lungo la piazza è come percorrere un frammento di Roma imperiale, riplasmato nei secoli dal gusto e dalla politica papale. La parola Navona deriva probabilmente da "in agone", trasformata nei secoli in "nagone" e poi "navona". È un legame semantico che racconta una trasformazione urbana, da spazio per competizioni atletiche a palcoscenico barocco. Durante il Medioevo la piazza divenne sede del mercato cittadino. Ma è nel XVII secolo che Piazza Navona esplose in tutta la sua magnificenza, grazie al patrocinio di papa Innocenzo X e della famiglia Pamphilj. Fu in questo contesto che emersero figure come Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, protagonisti della trasformazione artistica dell'intera area.

Bernini a Roma: genio e teatralità

Uno dei nomi più legati a Piazza Navona è senza dubbio Bernini, il massimo interprete del barocco romano. Nel 1648 fu incaricato di realizzare la Fontana dei Quattro Fiumi, destinata a occupare il centro della piazza. L'opera è un vero capolavoro di equilibrio tra scultura e architettura, in cui la materia si anima, vibra, racconta. La Fontana dei Quattro Fiumi rappresenta i quattro grandi fiumi dei continenti allora conosciuti: il Danubio, il Gange, il Nilo e il Rio della Plata. Le sculture, vivide e piene di movimento, si intrecciano attorno a una roccia artificiale che sostiene un obelisco egizio, simbolo di eternità e potere. Ogni figura umana è affiancata da animali, piante, dettagli simbolici che raccontano il legame tra uomo, natura e divinità. Il Nilo ha il volto coperto: all’epoca si credeva che le sue sorgenti fossero ancora sconosciute. Il Danubio guarda verso la Chiesa di Sant’Agnese con calma, mentre il Rio della Plata, con una posa drammatica, pare spaventato, come se la chiesa potesse crollare da un momento all’altro. È qui che nasce la leggendaria rivalità tra Bernini e Borromini, tradotta in gesti e marmo.

Borromini e la chiesa in dialogo con la fontana

Sulla stessa piazza, ma sul lato opposto, sorge la splendida Chiesa di Sant’Agnese in Agone, opera in gran parte attribuita a Borromini, rivale e contemporaneo di Bernini. L’edificio fu costruito per volontà della famiglia Pamphilj, a ridosso del loro palazzo. La chiesa è un capolavoro architettonico: la sua facciata concava, i campanili gemelli, la cupola elegante, sembrano dialogare visivamente e simbolicamente con la fontana centrale. La posizione della chiesa non è casuale: secondo la tradizione, sorge nel luogo dove Sant’Agnese, giovane martire cristiana, fu esposta nuda al pubblico durante le persecuzioni. Un punto sacro trasformato in elemento cardine del disegno urbano barocco, dove sacro e profano si incontrano, si rispondono, si contrastano. Borromini giocò con le geometrie, con le curvature, con la luce: tutto sembra pensato per creare dinamismo e stupore. Anche in questo, Piazza Navona è un teatro, una scena in cui lo spettatore diventa parte dell’opera.

Fontane di Roma: la triade barocca di Piazza Navona

Oltre alla Fontana dei Quattro Fiumi, Piazza Navona ospita altre due fontane, poste alle due estremità della piazza: la Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno. Entrambe nacquero con bacini progettati da Giacomo della Porta, grande architetto del Cinquecento, ma furono arricchite e trasformate nei secoli successivi. La Fontana del Moro, a sud, mostra un energico personaggio — il “Moro” — che lotta con un delfino, circondato da tritoni e figure marine. Anche qui, Bernini lasciò il segno, modellando la figura centrale e aggiungendo movimento all’insieme. La Fontana del Nettuno, invece, fu completata nel XIX secolo. La figura del dio marino domina il centro, circondato da ninfe acquatiche, cavalli marini, putti e mostri marini. Un'opera post-barocca, ma coerente con l'estetica complessiva della piazza. Le fontane di Roma sono celebri in tutto il mondo, ma quelle di Piazza Navona hanno un valore aggiunto: sono parte integrante di un progetto urbanistico e simbolico, non solo decorativo. L'acqua, nella Roma barocca, è elemento vitale, spirituale, teatrale.

Palazzi e architettura urbana

Il tessuto architettonico di Piazza Navona è un altro aspetto centrale del suo fascino. Tra i più importanti edifici spicca Palazzo Pamphilj, oggi sede dell’ambasciata del Brasile. Costruito tra il 1644 e il 1650, fu residenza di papa Innocenzo X. L’interno ospita affreschi di Pietro da Cortona, mentre l’esterno, con le sue finestre incorniciate e i balconi in ferro battuto, riflette l'eleganza discreta del barocco aristocratico romano. Le facciate che circondano la piazza sono un armonico insieme di stili e proporzioni. Nessun edificio sovrasta l’altro in altezza o imponenza, creando un senso di equilibrio che contribuisce al carattere unitario dello spazio. La luce di Roma, famosa per la sua qualità morbida e calda, accarezza le superfici e cambia l’aspetto della piazza in ogni momento della giornata.

Piazza Navona oggi: vita, turismo e romanità

Passeggiare oggi in Piazza Navona significa immergersi in un luogo dove convivono passato e presente. Artisti di strada, musicisti, caricaturisti, venditori ambulanti, turisti da ogni parte del mondo e romani affezionati animano la piazza ogni giorno. I caffè storici che si affacciano sulla piazza offrono un punto di osservazione privilegiato: sorseggiare un espresso guardando la Fontana dei Quattro Fiumi è un’esperienza che va oltre il turismo. È un modo per sentire l’anima della città, la sua capacità di raccontarsi attraverso la bellezza. Durante l’inverno, soprattutto a Natale, la piazza ospita mercatini e attrazioni per bambini. La figura della Befana compare in forma di pupazzi e decorazioni, secondo la tradizione romana. In estate, invece, la piazza si riempie di musica, colori e tramonti spettacolari. Ogni ora, ogni stagione, regala un volto diverso alla stessa meraviglia.

Piazza Navona come microcosmo urbano barocco

Piazza Navona non è soltanto una piazza: è un esempio perfetto di come l'urbanistica barocca non si limiti a costruire edifici monumentali, ma voglia modellare lo spazio pubblico come una scena teatrale, in cui ogni elemento — fontane, palazzi, chiese — ha un ruolo preciso. Il barocco romano fu un’epoca di grandi trasformazioni urbane volute dalla Chiesa cattolica, decisa a riaffermare la sua autorità dopo la Riforma protestante. E Piazza Navona fu uno dei luoghi scelti per rappresentare visivamente questa potenza. La scelta di inserire un obelisco egizio al centro della fontana, i simbolismi legati ai quattro fiumi come rappresentazione del dominio universale della Chiesa, la costruzione di una chiesa dedicata a una martire cristiana proprio lì dove una volta si svolgevano gare pagane: tutto è pensato, tutto ha un significato. È questa profondità di intenti che rende Piazza Navona unica. Qui la città non solo vive, ma si racconta, si afferma, si esprime attraverso il linguaggio dell’arte. Camminando tra le sue pietre, ogni angolo restituisce la sensazione che Roma non sia solo una città, ma un pensiero visibile, una civiltà ininterrotta che trova nella bellezza la sua forma più alta di espressione.
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