Premio Imprese Storiche: otto aziende centenarie raccontano la Roma che lavora e resiste
11/01/2026
Roma, 9 dicembre 2025. La Camera di Commercio di Roma consegna il Premio Imprese Storiche a otto realtà produttive che hanno attraversato almeno un secolo di trasformazioni, crisi, cambi di abitudini e rivoluzioni tecnologiche senza perdere continuità. È un riconoscimento che, al di là della cerimonia, mette a fuoco un fatto spesso trascurato quando si parla di economia urbana: la solidità non nasce soltanto dalla dimensione, ma dalla capacità di restare rilevanti, generazione dopo generazione, dentro una città che cambia pelle e consumi con velocità crescente.
Le imprese premiate sono: Adriano Frioli Marmi, Avio Spa, Baiani Snc, Bertoletti Pelliccerie Srl, Libreria Coletti Srl, Società Italiana Brevetti Spa, Tebro Biancheria e Trimani Srl. Settori lontanissimi tra loro — artigianato, moda, editoria, consulenza legale, tessile, vino, industria aerospaziale — uniti da un tratto comune: la continuità aziendale come forma di identità economica e culturale.
Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, lega il premio a un concetto semplice e impegnativo: cento anni di attività significano “impresa forte, strutturata”, capace di ascoltare clienti, anticipare tendenze, accogliere cambiamenti che oggi si susseguono senza pause, dalle innovazioni tecnologiche all’intelligenza artificiale. Il tono è celebrativo, ma il sottotesto è concreto: la longevità non è nostalgia, è un equilibrio dinamico tra tradizione e adattamento.
Otto storie, otto modi di restare sul mercato
Tra i premiati spicca la Libreria Coletti, fondata nel 1908 e oggi radicata nel rione di San Pietro, con una vocazione specifica: tenere insieme scienze religiose e letteratura laica, preservando una funzione culturale oltre la vendita. Accanto, la Società Italiana Brevetti (SIB), nata nel 1882, lavora su un terreno strategico: la tutela della proprietà intellettuale, tra brevetti, marchi e design, con una clientela che va dalle PMI alle università.
Nel tessile, Tebro – Biancheria dal 1867 racconta un pezzo di Roma istituzionale e diplomatica, mentre Trimani, con origini nel 1821, porta la storia del vino romano verso un modello contemporaneo: migliaia di referenze e, dal 1991, il primo locale in Italia a chiamarsi “wine bar”, segno di un’evoluzione che non cancella il passato, lo riposiziona.
Sul versante artigiano, Baiani attraversa l’oreficeria romana dal 1846, legando Piazza Navona a un sapere di bottega tramandato per generazioni; Adriano Frioli Marmi, fondato nel 1883, unisce manualità e tecnologie moderne — inclusi pantografi a controllo numerico — restando nella sede storica del Verano. Bertoletti Pelliccerie, nata nel 1882, incrocia l’alta moda italiana e una fase contemporanea segnata da scelte di tracciabilità e sostenibilità. Avio, infine, proietta il racconto fuori dalla città intesa in senso stretto: dalle origini legate alla tradizione industriale italiana fino alla propulsione spaziale e ai razzi Vega, con sede a Colleferro.
Un premio che parla anche di identità produttiva e mercati esteri
Durante l’evento è stato consegnato anche al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca il Premio Roma per il Made in Italy, alla seconda edizione, come riconoscimento all’impegno istituzionale nella valorizzazione delle imprese sui mercati esteri. Il messaggio è chiaro: “Made in Italy” viene presentato come concetto che supera l’etichetta di provenienza, diventando narrazione culturale e competitiva, utile quando l’internazionalizzazione non si gioca solo sul prezzo ma sul valore percepito.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to