Qualità della vita a Roma: bene cultura e servizi, igiene urbana ancora sotto esame
di Redazione
01/10/2025
La XVIII indagine di ACoS restituisce un quadro più solido della percezione dei servizi pubblici nella Capitale, con un miglioramento che non vive soltanto nei titoli ma si appoggia su numeri e scarti statistici misurabili. Quasi 9 romani su 10 si dichiarano complessivamente soddisfatti (87,5%), due punti e mezzo in più rispetto al 2024, mentre il voto medio sulla qualità della vita sale a 6,7 (era 6,6 lo scorso anno). Il campione — 5.760 residenti distribuiti nei Municipi — permette una lettura capillare, utile tanto alla programmazione quanto al confronto territoriale.
I segnali dal cruscotto dei servizi
L’analisi verticale sui singoli servizi mostra una gerarchia ormai riconoscibile. I musei comunali guidano la classifica con un 7,3, seguiti dai servizi culturali e dalle farmacie comunali, a conferma di una dimensione pubblico-culturale che, nell’ultimo biennio, ha saputo ricucire il rapporto con i cittadini e con l’industria turistica. La mobilità (trasporto pubblico, taxi e sosta) si ferma su una sufficienza “piena ma non brillante”, segnale che la direzione è corretta ma che l’affidabilità quotidiana resta la chiave per consolidare fiducia. Il nodo più critico rimane l’igiene urbana, con raccolta rifiuti a 5,1 e pulizia stradale a 4,9, punteggi comunque in lieve risalita, indice di un cantiere aperto dove continuità operativa e governance industriale dovranno ancora fare la differenza.
Governance, priorità e prossimi passi
Sul piano politico-amministrativo, la presentazione al CNEL — alla presenza della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e del presidente CNEL Renato Brunetta — ha offerto l’occasione per “leggere” i numeri in chiave di policy. Per il Sindaco Roberto Gualtieri, l’aumento della soddisfazione è un segnale che “premia il lavoro fatto e incoraggia a proseguire”, ma con l’impegno dichiarato a ridurre le disuguaglianze tra quartieri. Altrettanto netto il richiamo di Celli, che invita a trasformare il trend in standard omogenei, “portando la sufficienza e il gradimento ovunque, dalla mobilità al ciclo dei rifiuti, dal sociale alla cultura.”
Il valore aggiunto del rapporto ACoS, giunto alla diciottesima edizione, continua a essere la granularità dei dati: tabelle municipali, gradienti di soddisfazione, priorità percepite e andamenti storici. Se il 2025 segna un “più” diffuso, la partita si giocherà nella capacità di fare di quella soglia del 6,7 un pavimento — non un soffitto — e di tradurre i passi avanti in risultati percepibili nella vita di tutti i giorni, soprattutto laddove i servizi essenziali fanno ancora fatica a tenere il passo con l’ambizione della città.
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