Questura di Roma, una “pietra d’inciampo” per Riccardo Maraffa: memoria e senso dello Stato
24/02/2026
Questa mattina, nella sede della Questura di Roma, la Polizia di Stato ha reso omaggio alla memoria di Riccardo Maraffa, Generale del disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, con una cerimonia solenne culminata nella posa di una “pietra d’inciampo” (stolperstein) realizzata dall’artista tedesco Gunter Demnig. Alla commemorazione ha preso parte, tra gli altri, il Vice Capo della Polizia con funzioni vicarie, Prefetto Carmine Belfiore.
Maraffa, fondatore nel 1936 della Polizia dell’Africa Italiana (PAI) e già Comandante delle Forze di Polizia di Roma, viene ricordato come figura emblematica di fedeltà alle istituzioni. Dopo l’8 settembre 1943, rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e partecipò alla difesa della Capitale contro le truppe tedesche. Arrestato dalle SS pochi giorni dopo, fu deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì nel dicembre 1943.
Un segno concreto all’ingresso di via San Vitale
La pietra collocata oggi rientra in un progetto curato dall’Ufficio Comunicazione Istituzionale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e si aggiunge alle altre tre già presenti all’ingresso della sede di via San Vitale. Un percorso di memoria che la Questura di Roma dedica alle vittime dell’Olocausto e, più in generale, a chi pagò con la vita la scelta della giustizia e della libertà.
Durante gli interventi, il Questore di Roma Roberto Massucci e il Vice Presidente Vicario della Comunità Ebraica di Roma Alessandro Luzon hanno richiamato il valore del sacrificio di Maraffa, sottolineandone il senso dello Stato e l’adesione ai principi di legalità anche nei momenti più drammatici della storia nazionale. Il prefetto Belfiore ha evidenziato come questo simbolo inviti a riflettere sul passato, trasformando la memoria storica in un insegnamento morale per il presente.
Una cerimonia partecipata, tra istituzioni e scuole
La posa della pietra è stata affidata allo stesso Vice Capo della Polizia e al Vice Presidente Vicario della Comunità Ebraica di Roma, in un momento accompagnato dalle note di un violino. Alla cerimonia hanno partecipato anche il Prefetto di Roma Lamberto Giannini, il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Shemuel Di Segni, la presidente uscente Noemi Di Segni, Claudio Procaccia, Adachiara Zevi (Comitato Pietre d’Inciampo), rappresentanti dell’ANED e numerose autorità civili e militari, oltre a delegazioni studentesche.
La chiusura con le note del “Silenzio” ha suggellato un momento di intensa commozione: un rito pubblico che, attraverso un gesto minimo e potentissimo, riafferma l’idea di una memoria viva, capace di orientare il presente e parlare alle generazioni che verranno.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to