Caricamento...

Roma365 Logo Roma365

Roma Capitale premia Luciana Romoli, staffetta della Brigata Garibaldi

20/01/2026

Roma Capitale premia Luciana Romoli, staffetta della Brigata Garibaldi

In Campidoglio, lunedì 19 gennaio 2026, Roma Capitale ha consegnato un’onorificenza a Luciana Romoli, staffetta partigiana della Brigata Garibaldi, riconoscendole due meriti che raramente camminano separati: l’impegno nella Resistenza e la capacità, mantenuta intatta negli anni, di trasformare la memoria in una pratica civile quotidiana. Sulla targa, un messaggio netto, senza orpelli: gratitudine per l’attività costante nel diffondere i valori della Resistenza e dell’antifascismo. È un riconoscimento che parla al presente, perché mette al centro una figura che non ha lasciato la storia in archivio, ma l’ha portata nelle aule, nelle conversazioni, nei gesti di educazione democratica.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio, la presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, la presidente dell’ANPI Roma Agnese Palma e la stessa Romoli. L’iniziativa nasce anche dalla richiesta della sezione ANPI Martiri de La Storta e Isola Farnese, che ha promosso il riconoscimento del ruolo svolto da Romoli nel racconto e nella trasmissione della Resistenza.

Un riconoscimento che lega istituzioni, scuole e memoria pubblica

Le parole del sindaco Gualtieri hanno insistito su un punto preciso: l’onorificenza, per quanto solenne, non può contenere da sola la gratitudine di una città verso chi ha dedicato la propria vita alla trasmissione dei valori di libertà. Nel discorso, il passaggio più significativo riguarda la dimensione educativa: generazioni di studenti e studentesse, ha ricordato, hanno compreso l’origine democratica della Repubblica attraverso la testimonianza di Romoli, prima come staffetta, poi come presenza instancabile nelle scuole. Il filo è chiaro: la democrazia non viene evocata come un concetto astratto, ma come esito di scelte, rischi, responsabilità personali.

Smeriglio ha ampliato l’orizzonte, ringraziando Romoli per il lavoro svolto durante il fascismo e la Resistenza e per l’impegno successivo, richiamando anche collaborazioni e percorsi culturali che hanno attraversato la storia politica e pedagogica italiana. Nel suo intervento emerge un’idea concreta: la testimonianza non è un rito commemorativo, è uno strumento contro l’intolleranza quando riesce a parlare ai più giovani con lingua comprensibile e con la forza di una storia vissuta.

Luciana Romoli e l’antifascismo come fondamento civico di Roma

La presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha definito l’incontro con Romoli un richiamo alla responsabilità delle istituzioni. C’è un dettaglio che rende la sua dichiarazione particolarmente incisiva: Romoli avrebbe iniziato il suo ruolo di staffetta a tredici anni, un’età che costringe chi ascolta a ricalibrare la parola “coraggio” e a riconoscere quanto la libertà sia stata, per molti, un compito precoce e rischioso.

Celebrarne la figura in Campidoglio significa ribadire un legame che a Roma non è ornamentale: antifascismo e città stanno nello stesso perimetro simbolico, perché la memoria della Resistenza qui non è soltanto storia nazionale, ma identità civile e responsabilità amministrativa. L’onorificenza, in questo senso, non è un punto d’arrivo: è una presa di posizione pubblica su ciò che si decide di considerare essenziale, oggi, nel vocabolario delle istituzioni.

Annalisa Biasi Avatar
Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to