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Roma Capitale rilancia il Microcredito: accordo rinnovato, fondo rotativo e tutela contro l’esclusione finanziaria

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di Annalisa Biasi

10/01/2026

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Roma Capitale rinnova l’accordo con l’Ente Nazionale per il Microcredito e sceglie di trattare l’accesso al credito come una questione di cittadinanza economica, non come una parentesi da gestire quando l’emergenza bussa alla porta. La firma del sindaco Roberto Gualtieri rafforza un impianto che l’amministrazione definisce strutturale: microcredito come politica pubblica capace di tenere insieme inclusione sociale, sostegno al lavoro, protezione delle persone e presidio contro usura ed esclusione finanziaria. La posta in gioco, in una città dove fragilità e intraprendenza convivono nello stesso quartiere e spesso nella stessa famiglia, riguarda il diritto a non essere tagliati fuori dai canali ordinari quando un imprevisto, un calo di reddito o un progetto d’impresa incontrano una banca chiusa.

Il Progetto Microcredito Roma Capitale si rivolge a chi fatica ad accedere al credito tradizionale, con una logica pragmatica: finanziare bisogni primari e percorsi di autonomia, senza trasformare il sostegno in assistenzialismo, e senza lasciare le persone sole davanti a moduli, rate e scadenze.

Due strumenti complementari: sociale e imprenditoriale

L’architettura dell’intervento è costruita su due linee. Il Microcredito Sociale è destinato a residenti di Roma Capitale in condizioni di vulnerabilità temporanea economica o sociale e copre spese legate ai bisogni essenziali: l’importo arriva fino a 10.000 euro, con tassi calmierati e restituzione rateale. Qui l’obiettivo è evitare che una difficoltà circoscritta si trasformi in spirale: bollette, affitti, cure, spese necessarie che, se non gestite, aprono la strada a debiti cattivi e soluzioni rischiose.

Il Microcredito Imprenditoriale guarda invece al lavoro autonomo e alle micro e piccole imprese: può arrivare fino a 75.000 euro, elevabili a 100.000 euro per le S.r.l. ordinarie, con garanzia pubblica e servizi di tutoraggio. La platea include anche cooperative, società di persone e aspiranti imprenditori che operano sul territorio romano. La scelta di affiancare finanziamento e accompagnamento non è un dettaglio tecnico: significa trattare l’accesso al credito come percorso, con un’attenzione esplicita alla sostenibilità del progetto e alla capacità di reggere nel tempo.

Il fondo rotativo e il ruolo dello Sportello: numeri e metodo

Elemento chiave è il fondo rotativo: risorse che rientrano e vengono rimesse in circolo, generando continuità e ampliando progressivamente la platea dei beneficiari. È un meccanismo che richiede disciplina amministrativa e responsabilità da parte di chi accede al prestito, ma permette di evitare l’effetto “una tantum” tipico di molte misure. Lo Sportello Territoriale per il Microcredito, incardinato nel Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive, agisce come front office pubblico: orientamento, presa in carico, raccordo con Municipi e reti territoriali, lettura dei bisogni prima della pratica.

I numeri citati raccontano una domanda concreta: oltre 2.000 pratiche avviate, centinaia di finanziamenti per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro, a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese. Dati che intercettano anche un ceto medio vulnerabile, esposto al rischio di scivolare fuori dai circuiti ordinari quando le garanzie non bastano più.

Nelle dichiarazioni, Gualtieri insiste sull’idea di uno strumento “concreto” e più accessibile, fondato su responsabilità e accompagnamento continuo. L’assessora Monica Lucarelli rimarca la scelta politica di investire sul microcredito come leva di autonomia, con al centro educazione finanziaria, orientamento e tutoraggio, e con un obiettivo esplicito di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to