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Roma, discoteca abusiva nelle cave di tufo: 700 persone e locale sequestrato

05/06/2026

Roma, discoteca abusiva nelle cave di tufo: 700 persone e locale sequestrato

Un’area ricavata all’interno di antiche cave di tufo di epoca romana, lungo i laghetti di Tor Cervara, è stata sequestrata dalla Polizia di Stato perché utilizzata abusivamente come locale da ballo. L’intervento è stato eseguito dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura di Roma durante una delle tre serate programmate dagli organizzatori: al momento del controllo erano presenti circa 700 avventori, mentre 765 biglietti risultavano già venduti in prevendita online.

Serate promosse sui social e biglietti venduti online

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’evento rientrava in un format di serate danzanti “itineranti”, pubblicizzate sui social network attraverso campagne promozionali e gestite tramite piattaforme di prevendita. Gli organizzatori, pur non essendo titolari del sito, avrebbero curato la promozione, la vendita dei ticket e lo svolgimento della serata all’interno dell’area concessa in uso temporaneo dal proprietario.

Gli accertamenti amministrativi hanno evidenziato che il luogo non era mai stato autorizzato a ospitare trattenimenti danzanti. Alla presenza dei poliziotti, gli organizzatori avrebbero esibito una SCIA come documentazione autorizzatoria, ma dagli approfondimenti è emerso che il titolo non risultava idoneo per la tipologia di attività svolta. Il regime semplificato, infatti, non si applica a discoteche o locali, anche temporanei, destinati al ballo con elevata affluenza di pubblico.

La Commissione Comunale di Vigilanza aveva già espresso parere negativo dopo un sopralluogo tecnico legato alla richiesta di autorizzazione per attività di pubblico spettacolo. Tra le criticità indicate figuravano la non conformità dell’impianto elettrico e l’assenza di una relazione aggiornata al 2026 sulla stabilità del fronte tufaceo interessato dagli eventi.

Uscite al buio, luci non funzionanti ed estintori non revisionati

Durante il controllo, gli agenti hanno riscontrato diverse anomalie sul piano della sicurezza. La scala indicata come uscita di emergenza è risultata priva di illuminazione e non presidiata, con sbocco verso un’area completamente al buio. Problemi analoghi sono stati rilevati negli spazi di accesso al locale, dove tavoli e sedute erano collocati in zone scarsamente illuminate.

Le verifiche hanno riguardato anche i presidi antincendio e gli impianti di emergenza. Alcuni estintori sarebbero risultati privi di revisione aggiornata, mentre diverse luci di emergenza non funzionavano. Un quadro che, secondo la Divisione Amministrativa della Questura, rendeva incompatibile lo svolgimento dell’evento con le condizioni minime richieste per la sicurezza del pubblico presente.

Alla luce degli elementi raccolti, gli specialisti della Polizia di Stato hanno disposto il sequestro preventivo dell’area utilizzata come locale da ballo. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria.

Nel mirino i format itineranti in aree non autorizzate

L’intervento si inserisce in una più ampia attività di controllo della Questura di Roma sulle serate danzanti organizzate in spazi non destinati al pubblico spettacolo. Il modello individuato dagli investigatori prevede spesso l’utilizzo temporaneo di aree o strutture non nate per ospitare discoteche, con promotori esterni che gestiscono comunicazione, biglietteria e organizzazione operativa dell’evento.

La formula itinerante, sostenuta dalla promozione sui social e dalla vendita anticipata dei biglietti, consente di spostare gli appuntamenti in location diverse della Capitale, attirando un pubblico numeroso anche in assenza delle autorizzazioni necessarie. Proprio su questo fronte proseguiranno gli approfondimenti della Divisione Amministrativa, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme su sicurezza, agibilità e pubblico spettacolo.

Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari. Per le persone coinvolte resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to