Roma, oltre 3mila presenze per l’ultima Domenica Ecologica tra visite, mercati contadini e musica
30/03/2026
Oltre 3mila presenze già a metà giornata hanno segnato il successo dell’ultima Domenica Ecologica, che ha trasformato il centro di Roma in uno spazio di partecipazione diffusa, incontro e scoperta. L’appuntamento ha richiamato cittadini, famiglie e visitatori in un percorso che ha intrecciato tutela ambientale, agricoltura urbana, mobilità lenta e valorizzazione del patrimonio verde, con al centro il Semenzaio di San Sisto, luogo ancora poco conosciuto da molti romani ma capace di restituire con immediatezza il valore di un polmone naturale inserito nel tessuto storico della città.
La giornata ha mostrato con chiarezza come la Domenica Ecologica, nella capitale, abbia assunto una fisionomia più ampia rispetto al semplice stop al traffico privato. L’iniziativa si è confermata infatti come un contenitore civico e culturale, in cui la riduzione dell’impatto ambientale si accompagna alla possibilità concreta di abitare Roma in modo diverso, più lento e più attento. Camminare, visitare, ascoltare, partecipare a laboratori o a mercati tematici ha significato, per molti, recuperare una relazione più diretta con luoghi che nella quotidianità rischiano di restare sullo sfondo.
San Sisto al centro di una giornata tra natura e città
Tra i protagonisti dell’evento c’è stato il Dipartimento Tutela Ambientale, che ha reso possibile la visita al patrimonio naturalistico del Semenzaio di San Sisto. L’apertura di questo spazio ha rappresentato uno dei motivi di maggiore interesse della giornata, offrendo ai partecipanti l’occasione di conoscere un’area verde incastonata tra luoghi di grande rilevanza storica e paesaggistica. Accanto a questo percorso, il FAI Giovani ha accompagnato i visitatori lungo il Clivo di Villa Celimontana, mentre l’Istituto Agrario Garibaldi ha proposto un approfondimento sul vigneto urbano di San Sisto, elemento che lega agricoltura, memoria e sperimentazione nel cuore della città.
Il risultato è stato un itinerario capace di connettere livelli diversi dell’esperienza urbana: il verde pubblico, la didattica, il patrimonio storico, il paesaggio agricolo e la socialità. Non una semplice passeggiata, ma una forma di fruizione più consapevole del territorio, resa possibile da una regia che ha saputo coinvolgere soggetti differenti attorno a un’idea comune di città.
L’agricoltura protagonista tra mercati e cucina antispreco
Uno dei fili conduttori della stagione invernale 2025-2026 delle Domeniche Ecologiche è stato il tema dell’agricoltura, e anche questo ultimo appuntamento lo ha confermato con forza. Il cibo di qualità e a chilometro zero ha trovato spazio in cinque mercati contadini realizzati in collaborazione con Coldiretti, Cia, Slow Food, Legacoop e Confagricoltura. Una presenza significativa, che ha portato in piazza prodotti del territorio, filiere corte e una riflessione concreta su consumo consapevole e sostenibilità alimentare.
A completare il programma sono arrivati anche gli show cooking dedicati alle ricette antispreco, scelta coerente con l’impostazione complessiva della giornata. Il tema ambientale, infatti, non è stato affrontato in forma astratta, ma attraverso pratiche quotidiane che riguardano il modo in cui ci si muove, si acquista e si consuma. In questa prospettiva, la Domenica Ecologica ha funzionato anche come spazio educativo diffuso, capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla dimensione conviviale.
Il Manifesto Switch e il valore pubblico della partecipazione
Nel corso dell’iniziativa, l’assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi ha sottoscritto il Manifesto “Switch”, progetto che punta a promuovere nell’Unione Europea diete più sostenibili e salutari, intervenendo sul modo in cui il cibo viene prodotto e consumato. Il progetto agisce attraverso tecnologie, innovazione sociale e sperimentazioni in hub alimentari selezionati, con l’obiettivo di diffondere pratiche efficaci su scala europea.
Il sindaco Roberto Gualtieri ha letto la grande partecipazione come la conferma del valore assunto da queste giornate: non solo stop alle auto, ma occasioni per conoscere più a fondo la dimensione ambientale, sociale, culturale e comunitaria di Roma. Sulla stessa linea le parole di Alfonsi, che ha richiamato il ruolo della mobilità lenta come strumento per ridurre l’impatto ambientale, migliorare la qualità dell’aria e restituire spazio alle persone. Il Parco di San Sisto, definito come un orto botanico tra Villa Celimontana, Terme di Caracalla e Celio, viene così proposto come luogo da aprire sempre di più alla città, anche attraverso i trek ambientali già organizzati dal Dipartimento.
La partecipazione registrata in questa ultima Domenica Ecologica restituisce quindi un dato politico e urbano insieme: quando l’ambiente viene raccontato attraverso esperienze accessibili, luoghi aperti e pratiche condivise, la risposta dei cittadini arriva. E arriva numerosa.
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to