Roma ricorda Pietro Scrofana, a 51 anni dalla scomparsa
26/02/2026
Il 25 febbraio 1975 il Vice Questore Aggiunto Pietro Scrofana era in servizio a Piazzale Clodio, impegnato nella gestione di una manifestazione. Durante l’attività operativa fu colpito da un malore improvviso e trasportato d’urgenza all’ospedale San Camillo. Nonostante le cure immediate, morì poco dopo la mezzanotte. Aveva alle spalle dieci anni di servizio nella Polizia di Stato, svolti in uffici diversi e in contesti complessi, sempre con incarichi legati al controllo del territorio e alla tutela dell’ordine pubblico.
Questa mattina, a cinquantuno anni dalla scomparsa, la Questura di Roma ha rinnovato il ricordo con una cerimonia sobria e raccolta presso il IX Distretto Esposizione, dove una lapide ne custodisce la memoria. Il Questore di Roma, Roberto Massucci, ha deposto una corona d’alloro a nome del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza – Prefetto Vittorio Pisani.
La commemorazione, officiata dal Cappellano della Questura di Roma Don Nicola Tagliente, ha rappresentato un momento di raccoglimento per colleghi, familiari e rappresentanti dell’Amministrazione, uniti nel rendere omaggio a un funzionario che ha dedicato la propria attività professionale al contrasto della criminalità e alla gestione dell’ordine pubblico in anni segnati da tensioni e trasformazioni profonde.
Una carriera breve, segnata dal senso del dovere
Dieci anni possono sembrare un arco di tempo limitato, ma nella traiettoria professionale di Pietro Scrofana hanno coinciso con un impegno costante in reparti e uffici chiamati a fronteggiare situazioni delicate. Il suo servizio si è svolto in un periodo storico complesso per il Paese, nel quale il presidio delle piazze e la prevenzione dei disordini richiedevano equilibrio, preparazione e capacità di mediazione.
Il malore che lo colpì mentre era impegnato in servizio rende ancora più evidente la dimensione di responsabilità che accompagna il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine: una professione che non conosce orari né condizioni favorevoli, e che espone chi la esercita a pressioni operative e personali continue.
Il valore della memoria istituzionale
La deposizione della corona d’alloro non è un gesto rituale privo di significato. È il segno di una memoria istituzionale che si rinnova negli anni e che riconosce il contributo di chi ha servito lo Stato con dedizione. Nella sala del IX Distretto Esposizione, la lapide dedicata a Scrofana richiama un nome e una data, ma richiama anche un’idea di servizio pubblico fondata su disciplina, responsabilità e presenza sul territorio.
Nel ricordo odierno si è voluto sottolineare proprio questo: il valore di un impegno svolto con discrezione e professionalità, lontano dai riflettori, ma essenziale per garantire sicurezza e ordine. La commemorazione si inserisce in una tradizione che la Polizia di Stato custodisce con attenzione, consapevole che la memoria dei propri caduti rappresenta un patrimonio morale da trasmettere alle nuove generazioni di operatori.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to