Roma Tre approva il Codice di comportamento contro molestie e discriminazioni
29/01/2026
L’Università Roma Tre ha compiuto un passo istituzionale rilevante approvando il nuovo Codice di comportamento per la prevenzione e il contrasto delle molestie, delle molestie sessuali e di ogni forma di discriminazione. La decisione degli Organi Collegiali non ha il tono di un adempimento formale, ma assume il valore di una scelta politica e culturale che incide sulla vita quotidiana dell’Ateneo, sul modo in cui si studia, si lavora, si insegna e si costruiscono relazioni all’interno della comunità universitaria.
Il Codice si presenta come un testo netto, diretto, privo di ambiguità. Fin dalle prime righe si rivolge a chi ha vissuto esperienze di disagio o violenza, ribadendo un principio che spesso fatica a trovare spazio nelle istituzioni: la responsabilità non ricade mai su chi subisce. È una presa di posizione che non cerca attenuanti né formule neutre, ma sceglie un linguaggio esplicito, capace di trasmettere vicinanza e affidabilità.
Un quadro normativo chiaro e strumenti di tutela concreti
Il documento definisce in modo puntuale cosa debba intendersi per molestia, molestia sessuale e discriminazione, includendo un ampio spettro di fattori: genere, orientamento sessuale, identità ed espressione di genere, disabilità, origine culturale e nazionale, lingua, religione, condizioni personali, economiche e sociali, oltre a ogni forma di razzismo. La chiarezza lessicale non è un dettaglio secondario: serve a ridurre le zone grigie e a fornire riferimenti certi a chi chiede tutela e a chi è chiamato a intervenire.
Il Codice si applica a tutte le componenti dell’Ateneo e si coordina con la normativa nazionale, lo Statuto, i regolamenti interni e il Codice etico, oltre a recepire principi e indirizzi europei e internazionali. Accanto alla definizione delle condotte vietate, vengono esplicitate le misure di protezione per le vittime, le garanzie di riservatezza e i profili sanzionatori previsti per i responsabili, con l’obiettivo di rendere il sistema credibile e realmente operativo.
Un impegno costruito nel tempo, oltre il Codice
L’approvazione del Codice si inserisce in un percorso che Roma Tre porta avanti da anni attraverso iniziative pubbliche, servizi di supporto e attività formative. Dalla partecipazione a campagne nazionali contro la violenza sulle donne alla realizzazione di interventi simbolici e permanenti, come il murale dedicato alla parità di genere e alla memoria di Sara Di Pietrantonio, l’Ateneo ha scelto di rendere visibile il proprio posizionamento.
A questo si affiancano strutture e figure di riferimento come il Centro antiviolenza “Sara Di Pietrantonio”, la Consigliera di Fiducia e il Comitato Unico di Garanzia, oggi rafforzato anche da un sito dedicato ai temi delle pari opportunità e del benessere lavorativo. Sul piano della formazione, l’offerta comprende corsi di alta specializzazione, master universitari e attività cliniche e di ricerca, con un approccio interdisciplinare che coinvolge in particolare l’area giuridica.
Misure come il Regolamento per la carriera alias, l’adesione al Memorandum “No Women No Panel” e l’esonero totale dalle tasse universitarie per chi esce da situazioni di violenza di genere o per i figli delle vittime di femminicidio completano un impianto che lega principi, tutele e politiche concrete.
Il Codice di comportamento, in questo contesto, diventa uno strumento di responsabilità collettiva: non un testo da archiviare, ma un riferimento operativo che chiama in causa l’intera comunità universitaria, rafforzando l’idea di un Ateneo fondato sul rispetto e sulla tutela effettiva delle persone.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to