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Roma Tre, prima laurea in carcere: un traguardo che rafforza il diritto allo studio

28/03/2026

Roma Tre, prima laurea in carcere: un traguardo che rafforza il diritto allo studio

All’Università Roma Tre si è svolta la discussione della prima tesi di laurea in Scienze dell’Educazione da parte di una persona detenuta iscritta al Polo Universitario Penitenziario. Un passaggio che assume un valore che va oltre la dimensione individuale e che si inserisce in un quadro più ampio, dove il diritto allo studio si confronta con contesti caratterizzati da vincoli stringenti e accesso limitato alle risorse.

L’elaborato è stato sviluppato interamente all’interno dell’istituto penitenziario, grazie al lavoro congiunto dell’Area educativa, del Funzionario giuridico pedagogico e del Dipartimento di Scienze della Formazione, con il supporto costante di tutor e docenti. Un percorso che ha richiesto continuità, disciplina e capacità di adattamento, considerando le condizioni operative inevitabilmente più complesse rispetto a un contesto universitario tradizionale.

Un percorso di studio costruito in condizioni di restrizione

La tesi racconta un itinerario personale che prende avvio in regime di massima sicurezza, dove la lettura quotidiana di testi classici e poesie ha rappresentato il primo strumento di apertura e rielaborazione. Da questo nucleo iniziale si è sviluppata una progressiva maturazione che ha condotto alla scelta di intraprendere un percorso universitario strutturato, portato a termine con il conseguimento della laurea e destinato a proseguire con studi magistrali.

Il risultato evidenzia come la produzione di conoscenza e la costruzione di una riflessione critica possano trovare spazio anche in ambienti caratterizzati da forti limitazioni, offrendo la possibilità di riconsiderare il ruolo dell’istruzione nei percorsi individuali di trasformazione.

Il ruolo del Polo Universitario Penitenziario di Roma Tre

Il Polo Universitario Penitenziario rappresenta un dispositivo organizzato che consente alle persone detenute di accedere concretamente ai percorsi universitari. Nell’anno accademico 2025-2026 coinvolge quasi cento studenti e studentesse, offrendo un sistema articolato di servizi che comprende tutoraggio personalizzato, supporto allo studio, attività di orientamento e didattica integrativa costruita sulle specificità del contesto penitenziario.

Tra le funzioni principali rientrano anche la gestione dei piani di studio, l’organizzazione degli esami, la distribuzione dei materiali didattici e il coordinamento con l’Amministrazione penitenziaria, oltre alla promozione di iniziative che favoriscono partecipazione e responsabilizzazione. Nel corso della sua attività, il Polo ha accompagnato allo studio centinaia di persone detenute, conducendone oltre quaranta al conseguimento della laurea.

Formazione universitaria e funzione sociale dell’istruzione

Il conseguimento di una laurea in un contesto detentivo richiama il ruolo dell’istruzione come leva di riduzione delle disuguaglianze e come strumento di costruzione di nuovi percorsi di vita. La collaborazione tra istituzioni accademiche e sistema penitenziario permette di integrare il percorso trattamentale con opportunità formative concrete, orientate alla responsabilità individuale e alla cittadinanza attiva.

Secondo quanto sottolineato dal rettore Massimiliano Fiorucci, esperienze di questo tipo confermano la necessità di considerare l’università come uno spazio pubblico capace di estendersi oltre i suoi confini tradizionali, mantenendo una funzione inclusiva e accessibile. In questa prospettiva, il rafforzamento del Polo Universitario Penitenziario si inserisce in una visione che riconosce nella formazione un elemento strutturale dei processi di reintegrazione sociale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to