Roma, vietata la manifestazione annunciata vicino alla sede nazionale del Pd
27/01/2026
Con un provvedimento firmato in serata, il Questore di Roma ha disposto il divieto di svolgimento della manifestazione che, secondo quanto emerso in ambiente OSINT, era stata annunciata per domani alle ore 17:00 in piazza Sant’Andrea delle Fratte, in prossimità della sede nazionale del Partito Democratico. La decisione arriva alla vigilia di un appuntamento che non risulta essere stato formalmente comunicato all’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza, passaggio previsto dalla normativa quando si intende organizzare una riunione in luogo pubblico.
Il contesto delineato dalle informazioni raccolte indica una mobilitazione ispirata alla contestazione del Partito Democratico, anche in relazione al disegno di legge in materia di antisemitismo — tra i cui firmatari viene citato il senatore Graziano Delrio — e, insieme, al sostegno della causa palestinese. La Questura, nel motivare il divieto, richiama due livelli di criticità: la mancanza del preavviso e l’inadeguatezza del luogo individuato, valutato come sensibile per la sua collocazione a ridosso della sede di uno dei principali partiti politici nazionali, in una giornata dal forte valore simbolico come quella della Memoria.
Il preavviso e l’articolo 18 del TULPS: cosa è stato contestato
L’elemento formale che viene messo in evidenza riguarda l’assenza di un preavviso presentato nei tempi e nei modi previsti. In Italia, l’organizzazione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico è disciplinata da regole che prevedono la comunicazione preventiva all’autorità di pubblica sicurezza, affinché possano essere valutati profili di ordine pubblico e predisposte eventuali misure di tutela.
Nel caso specifico, l’iniziativa sarebbe circolata attraverso canali di osservazione open source, senza che — secondo quanto riportato — sia stato trasmesso alcun preavviso ufficiale. Questo passaggio, per la Questura, non è un dettaglio burocratico: è uno strumento che serve a gestire rischi e a prevenire tensioni, soprattutto quando la manifestazione ha obiettivi di contestazione politica e può attrarre partecipazione o contro-presenze.
La scelta del luogo e la cornice simbolica della Giornata della Memoria
La seconda motivazione riguarda il sito annunciato: piazza Sant’Andrea delle Fratte, indicata come area non idonea a ospitare una manifestazione di questo tipo perché collocata a ridosso della sede nazionale del Partito Democratico. In questi casi, la valutazione dell’autorità tende a considerare la vicinanza a obiettivi sensibili, la conformazione degli spazi, la capacità di gestione dei flussi e l’eventuale impatto sulla sicurezza.
A rafforzare la decisione, nel ragionamento della Questura, pesa anche il tema dichiarato del sostegno alla causa palestinese in concomitanza con la Giornata della Memoria, ricorrenza che, per sua natura, concentra attenzione pubblica e carica emotiva. L’effetto combinato tra tema, luogo e data viene trattato come potenziale fattore di tensione, quindi come elemento da presidiare con una misura preventiva netta.
La vicenda riapre, sul piano pratico, una questione che si ripresenta spesso: il confine tra diritto di manifestare e responsabilità di garantire condizioni di sicurezza adeguate. In mezzo ci stanno i passaggi formali, che non sono un orpello, e le scelte logistiche, che possono trasformare un raduno in un rischio.