Roma, “Zona 30” nella ZTL Centro Storico: cosa cambia davvero sulle strade
15/01/2026
La determina del Dipartimento Mobilità Sostenibile e Trasporti è firmata e protocollata: il limite dei 30 km/h diventa la regola dentro l’area della ZTL Centro Storico, in attuazione della delibera approvata dalla Giunta Capitolina il 13 novembre 2025. La misura entra nel vivo con un messaggio politico e tecnico piuttosto netto: il centro di Roma non viene più pensato come un sistema di attraversamenti veloci, ma come uno spazio dove la priorità è far convivere pedoni, biciclette, micromobilità e traffico autorizzato con un margine di rischio più basso.
Le parole dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patané danno la cifra dell’intervento: limite uniforme anche sulle strade “larghe”, quelle che per geometria e abitudine inducono a premere l’acceleratore. Il Comune rivendica l’obiettivo di ridurre incidenti e vittime, ma soprattutto di abbassare il differenziale di velocità tra chi guida un veicolo pesante e chi si muove a piedi o in bici. È un passaggio meno retorico di quanto sembri: quel differenziale è il punto in cui la dinamica dell’urto, in città, smette di essere un fatto statistico e diventa una questione di sopravvivenza.
Un limite unico per tutta la ZTL: la logica della “città lenta”
La scelta di estendere i 30 km/h a tutta la ZTL Centro Storico elimina una delle ambiguità classiche della segnaletica urbana: strade contigue con regole diverse, spesso percepite come arbitrarie, che spingono gli automobilisti a interpretazioni “a occhio”. Un limite omogeneo è più semplice da capire e, se accompagnato da controlli coerenti, riduce il gioco delle eccezioni.
Roma, per conformazione, è un laboratorio complicato: vie strette che si aprono all’improvviso in assi ampi, pavimentazioni irregolari, attraversamenti pedonali in punti ad alta attrattività turistica. In questo contesto, i 30 km/h non sono soltanto un numero; diventano una soglia che rende più prevedibili le manovre, accorcia gli spazi di frenata e, soprattutto, restituisce tempo di reazione a chi attraversa o svolta.
Primo mese “di assestamento” e controlli: come verrà fatta rispettare la nuova regola
Il Campidoglio parla di un primo mese di assestamento, con campagna di comunicazione per “far abituare” i cittadini alla nuova Zona 30. È una formulazione che lascia intendere una fase iniziale più orientata alla persuasione che alla repressione, ma non significa assenza di vigilanza: il Comando della Polizia Locale di Roma Capitale ha già predisposto un rafforzamento dei controlli, con pattuglie itineranti nelle zone 30 della ZTL.
Il comandante Mario De Sclavis insiste sul doppio binario: controllo e sensibilizzazione. Nelle aree dove non sarà possibile usare strumenti di rilevazione della velocità secondo le norme vigenti, i controlli continueranno con le modalità previste dal Codice della strada, puntando sulle condotte di guida scorrette che spesso sono il vero preludio al sinistro: sorpassi aggressivi, mancata precedenza, velocità non commisurata in prossimità di attraversamenti, distrazioni.
Dopo la fase iniziale è previsto anche l’inserimento di indicatori di velocità in punti strategici, dispositivi che – quando ben posizionati – funzionano come “specchio” immediato del comportamento di guida e possono incidere sull’autoregolazione, specie nei tratti che invitano a correre.
Per chi vive, lavora o transita nel Centro Storico, l’impatto quotidiano sarà misurabile: percorrenze leggermente più uniformi, meno accelerazioni e frenate, un ambiente stradale in cui la norma non dipende più dal tipo di strada ma dall’idea di centro che l’amministrazione intende costruire. Il banco di prova, come sempre, sarà la tenuta nel tempo: segnaletica chiara, controlli costanti, coerenza tra regola scritta e strada reale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to