Sapienza, atto formale di sostegno ai giovani iraniani: solidarietà e misure per il diritto allo studio
22/01/2026
La Sapienza sceglie la via di un documento pubblico e di impegni operativi. Nella seduta del 20 gennaio 2026, il Senato accademico ha approvato all’unanimità un testo con cui l’Ateneo esprime solidarietà ai giovani, alle donne e a chi in Iran rivendica diritti umani fondamentali e autodeterminazione. Il documento condanna la violenza contro i manifestanti pacifici e richiama un principio che, per un’università, non è retorica: la tutela delle sedi del sapere e del pensiero critico, soprattutto quando la pressione politica e sociale tenta di piegarle.
La presa di posizione non si ferma alla dichiarazione. Sapienza la collega a un tema molto concreto, che riguarda direttamente la propria comunità: la condizione di studentesse e studenti di nazionalità iraniana che, a causa della crisi in corso, risultano di fatto bloccati nel Paese e impossibilitati a rientrare in Italia in tempi compatibili con l’avvio del semestre.
Un documento che lega diritti e università: studio, ricerca, libertà
Nel testo approvato, l’Ateneo ribadisce la continuità con precedenti iniziative a favore della popolazione iraniana e mette al centro il diritto di studiare, insegnare e fare ricerca senza discriminazioni. È una formulazione che, letta nel contesto delle università, assume un significato preciso: difendere il diritto allo studio significa difendere anche l’ecosistema che lo rende possibile, fatto di libertà di parola, accesso ai saperi, scambio internazionale, mobilità degli studenti.
Il documento esprime inoltre “particolare preoccupazione” e sostegno per studentesse, studenti, studiose, studiosi e personale di origine iraniana presenti nella comunità accademica, riconoscendo che la crisi politica e sociale ha ricadute dirette sulla vita quotidiana di chi studia e lavora.
Dalle parole agli strumenti: recupero delle attività e sportello psicologico
Il passaggio più operativo riguarda la tutela del percorso universitario di chi non può rientrare in Italia. Sapienza evidenzia che l’impossibilità di seguire lezioni in presenza, laboratori e sostenere esami non è un disagio generico: può tradursi in conseguenze immediate, come il rischio di perdere borse di studio e di compromettere la continuità del permesso di soggiorno per motivi di studio.
Per questo il Senato accademico ha approvato misure per garantire il diritto allo studio agli studenti iraniani, prevedendo la possibilità di recuperare integralmente le attività didattiche perdute — incluse frequenza di laboratori, tirocini curriculari e seminari, fondamentali per l’acquisizione dei CFU — per chi riuscirà a rientrare solo a semestre inoltrato. L’impegno viene esteso a tutti i corsi di studio, compresi quelli a frequenza obbligatoria, un dettaglio che rende la misura più solida e meno simbolica.
Accanto al fronte didattico, Sapienza dispone l’attivazione di uno sportello psicologico specifico per persone di origine iraniana, presso il Centro di Counselling psicologico di Ateneo. È un riconoscimento importante: la crisi non produce soltanto effetti amministrativi, ma anche carichi emotivi e psicologici che possono incidere su studio, lavoro, relazioni, capacità di concentrazione.