Sapienza conquista 10 MSCA Postdoctoral Fellowships: oltre 3,2 milioni per attrarre talenti internazionali
19/02/2026
Dieci borse Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships assegnate, un finanziamento complessivo di 3.226.170,60 euro e altrettanti progetti di ricerca pronti a prendere avvio in diversi dipartimenti dell’Ateneo. Sapienza consolida così la propria presenza nei programmi europei più competitivi, rafforzando la capacità di attrarre ricercatrici e ricercatori di talento in una fase cruciale del loro percorso accademico.
I progetti saranno sviluppati nei dipartimenti di Storia antropologia religioni arte spettacolo, Scienze odontostomatologiche e maxillo-facciali, Psicologia, Chimica, Filosofia e Management. Un ventaglio disciplinare ampio, che riflette la vocazione trasversale dell’Ateneo e la centralità della transdisciplinarità nei percorsi di ricerca contemporanei.
Otto borse rientrano nello schema Global Fellowships, che prevede due anni di attività presso un ente extra-europeo seguiti da un anno di rientro a Sapienza; due sono finanziate come European Fellowships, interamente realizzate a Roma da ricercatori in mobilità internazionale. Altri 54 progetti, tre dei quali inseriti in reserve list, riceveranno il Seal of Excellence della Commissione europea, riconoscimento che attesta l’elevato livello qualitativo delle proposte e può agevolare l’accesso a ulteriori finanziamenti nazionali.
Tra i progetti selezionati figurano GeoPlaReg, Matrica, Nonviolentislam, Oikosophia, Pov, Puearis, Saints, Salient, Spirit e Vision, che affrontano temi che spaziano dalle scienze sociali alle discipline umanistiche, dalle scienze dure alla ricerca applicata.
Staff Exchange: quasi 2,5 milioni per mobilità e cooperazione internazionale
Il successo di Sapienza si estende anche al bando MSCA Staff Exchange, che ha finanziato due progetti con Principal Investigator docenti dell’Ateneo, per un totale di 2.459.910 euro, oltre a quattro iniziative cui l’università partecipa come partner.
Tra questi spicca WATERDEAL (Water Data Exchange and Advanced Learning for Sustainable Management), coordinato da Tiziana Cattai del Dipartimento di Ingegneria dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni. Il progetto, della durata di 48 mesi, coinvolge 20 partner in nove Paesi e dispone di un finanziamento di 1.467.930 euro.
L’obiettivo è affrontare la crisi idrica con un approccio integrato, che combina ingegneria idraulica, ICT, intelligenza artificiale, cybersicurezza, etica e diritto. Attraverso tecnologie IoT, sistemi cloud-edge e strumenti di apprendimento federato, WATERDEAL punta a migliorare il monitoraggio delle reti, ridurre le perdite e rafforzare la gestione sostenibile delle risorse. L’iniziativa si colloca nel solco del Green Deal europeo, della Strategia per la resilienza idrica e dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 6 dell’ONU, valorizzando anche l’esperienza maturata nel progetto WITS finanziato dal PNRR RESTART.
Pace, cittadinanza e mobilità accademica
Accanto a WATERDEAL, il progetto PEACE – Cittadinanza europea attraverso la pace, finanziato con 991.980 euro e della durata di 48 mesi, coinvolge 17 partner tra università, centri di ricerca e organizzazioni non governative. L’iniziativa prevede la mobilità di circa 40 persone tra Europa, Africa e Americhe, promuovendo dialogo interculturale, diritti umani e cittadinanza attiva.
Il progetto nasce in sinergia con il Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies, coordinato da Sapienza e sostenuto da 34 università italiane e dalla rete RUniPace. Al centro, la costruzione di strumenti formativi capaci di affrontare le radici dei conflitti, della discriminazione e delle disuguaglianze, con un’attenzione particolare alla dimensione educativa e alla collaborazione transfrontaliera.
Sapienza partecipa inoltre come partner ai progetti Strong, Fragile, PartiCIVIS ed Exposes, ampliando ulteriormente la propria rete internazionale.
Per la Rettrice Antonella Polimeni, il risultato conferma l’attrattività scientifica dell’Ateneo e l’efficacia degli investimenti nei servizi di supporto alla progettazione europea. Un riconoscimento che non si limita al piano accademico: il rafforzamento della ricerca, soprattutto nelle fasi iniziali delle carriere, rappresenta un investimento strutturale capace di generare ricadute concrete per la società e di consolidare il ruolo dell’università italiana nel panorama scientifico globale.