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Scuole aperte, un modello per ricostruire comunità: a Roma il confronto tra quattro città

11/02/2026

Scuole aperte, un modello per ricostruire comunità: a Roma il confronto tra quattro città

Cosa significa, oggi, “aprire” una scuola? Non soltanto prolungarne l’orario, ma ripensarne la funzione nello spazio urbano, nel tessuto sociale, nelle traiettorie educative dei quartieri. Attorno a questa domanda si muove l’iniziativa promossa dagli Assessorati e dai Dipartimenti Scuola ed Educazione dei Comuni di Roma, Bergamo, Bologna e Milano, in programma giovedì 26 febbraio 2026 alle ore 10 all’Acquario Romano (Piazza Manfredo Fanti 47), con il patrocinio di ANCI.

Al centro dell’incontro, la presentazione di un vademecum condiviso sulle scuole aperte: un documento costruito a partire dalle esperienze maturate nei quattro territori, che sistematizza strategie, strumenti operativi e soluzioni amministrative per favorire l’apertura degli istituti oltre l’orario curricolare.

Le scuole come presìdi civici e culturali

Nel modello delineato dalle amministrazioni promotrici, la scuola assume una fisionomia più ampia rispetto alla funzione didattica tradizionale. Diventa presidio civico e culturale, luogo di incontro intergenerazionale, spazio in cui associazioni, famiglie, studenti e cittadinanza attiva possono riconoscersi e collaborare.

In quartieri segnati da fragilità socio-economiche o carenza di spazi aggregativi, l’edificio scolastico rappresenta spesso l’unico presidio pubblico stabile. Renderlo accessibile anche nel pomeriggio, nei fine settimana o durante l’estate consente di ospitare laboratori culturali, attività sportive, corsi di formazione, iniziative artistiche, momenti di confronto pubblico. Una scelta che incide non soltanto sull’offerta educativa, ma sulla qualità della vita urbana.

Aprire le scuole al territorio implica un lavoro di regia istituzionale: definizione di protocolli di utilizzo degli spazi, coperture assicurative, coordinamento con i dirigenti scolastici, coinvolgimento del terzo settore, sostenibilità economica. Non si tratta di improvvisare iniziative episodiche, bensì di strutturare politiche integrate capaci di rafforzare le reti educative e contrastare disuguaglianze e povertà relazionali.

Un vademecum operativo per altri Comuni

Il documento che verrà presentato nasce con l’ambizione di superare la dimensione locale e offrire ad altri Comuni, istituti scolastici e realtà associative uno strumento replicabile. Il vademecum raccoglie esperienze concrete, criticità affrontate, modelli organizzativi sperimentati e soluzioni adottate per rendere stabile l’apertura degli spazi scolastici.

L’obiettivo dichiarato è alimentare un dibattito pubblico più ampio sul ruolo della scuola nella città contemporanea, restituendole una centralità che va oltre l’orario delle lezioni. La collaborazione tra quattro grandi amministrazioni urbane rappresenta, in questo senso, un segnale di convergenza istituzionale su un tema che tocca politiche educative, sociali e culturali.

La giornata si aprirà alle ore 10 con i saluti istituzionali. Dalle 11.20 alle 12.20 è prevista una tavola rotonda dedicata al vademecum, con un confronto tra i Comuni promotori sulle scelte compiute e le soluzioni adottate. Alle 12.20 interverrà l’insegnante e scrittrice Viola Ardone, seguita dalle “Voci dalle Scuole Aperte”, con il contributo della Rete Scuole Aperte e Partecipate e testimonianze dirette di chi vive quotidianamente questi spazi condivisi.

Dopo il light lunch delle 13.20, dalle 14.20 alle 15.50 si terrà un tavolo tecnico di approfondimento su iscrizione, rivolto a Comuni, personale scolastico, associazioni e soggetti interessati ad avviare o consolidare politiche di scuola aperta. La chiusura dei lavori è prevista per le ore 16.

Per iscrizioni e informazioni è possibile consultare il link dedicato e scrivere a [email protected] o [email protected], oppure contattare i numeri 06 671070899 / 70013.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to