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Spaccio “on demand” tra centro e hinterland: 11 arresti e sequestri della Polizia di Stato

02/03/2026

Spaccio “on demand” tra centro e hinterland: 11 arresti e sequestri della Polizia di Stato

Dalle chat criptate agli appuntamenti fissati in pochi minuti, con consegne rapide davanti ai locali notturni e nascondigli ricavati nei punti più impensabili delle auto: l’ultimo quadro tracciato dalla Polizia di Stato restituisce l’immagine di uno spaccio sempre più fluido, organizzato secondo logiche quasi aziendali e capace di adattarsi con rapidità ai controlli sul territorio. In una serie di operazioni coordinate tra centro e hinterland sono state arrestate 11 persone e sequestrate diverse tipologie di sostanze stupefacenti: hashish, cocaina, ecstasy e protossido di azoto, noto come “droga del palloncino”.

Il modello del “delivery” e i nascondigli creativi

La modalità prevalente è quella del delivery: ordini raccolti attraverso piattaforme di messaggistica istantanea, accordi definiti in tempo reale e consegne effettuate in prossimità delle aree della movida. Gli spostamenti sono continui, studiati per ridurre il rischio di intercettazioni e controlli.

A supporto di questo meccanismo, soluzioni tecniche sempre più ingegnose: auto modificate con doppifondi artigianali, calamite per fissare involucri sotto la carrozzeria, confezionamenti studiati per confondere la droga con oggetti di uso quotidiano o prodotti dolciari.

Nel centro storico, gli agenti del I Distretto Trevi-Campo Marzio hanno individuato due cittadini nordafricani che si muovevano a bordo di un’auto con il tettuccio “imbottito”. Nel doppiofondo erano occultati involucri di cocaina, pasticche di ecstasy e protossido di azoto. All’interno dell’abitacolo sono stati rinvenuti anche 2.500 euro in contanti, ritenuti verosimile provento dell’attività illecita.

Laboratori domestici e trasporti insospettabili

Le operazioni hanno portato alla scoperta di due laboratori domestici della droga da parte degli agenti delle Volanti e del Commissariato di P.S. Colleferro. In zona Fidene, la base operativa era stata ricavata all’interno di un esercizio commerciale; in un secondo caso, lo stoccaggio e la preparazione delle sostanze avvenivano in un’abitazione trasformata in laboratorio “fai da te” dal proprietario, già ristretto agli arresti domiciliari.

Altri quattro arresti sono scaturiti da comportamenti sospetti notati in via di Tor Cervara, via Tiburtina, via Appia e viale Marconi. Nel quadrante nord-est, gli agenti del IV Distretto San Basilio hanno fermato un cinquantatreenne romano che viaggiava a bordo di un taxi trasportando oltre un chilo di hashish, suddiviso in panetti etichettati con il marchio di una nota casa di bollicine, nel tentativo di eludere i controlli.

Fughe improvvise e manovre azzardate hanno tradito altri tre pusher: uno nascondeva in un pacchetto di sigarette nove involucri tra cocaina e crack; un altro aveva occultato la droga in ovetti di cioccolato; il terzo aveva predisposto un sistema con una scatola calamitata facilmente removibile dall’auto.

Due ulteriori arresti sono maturati a seguito di controlli di routine tra via Tuscolana e Civitavecchia. Nel primo caso, una donna è stata trovata in possesso di cocaina e di 8.000 euro in contanti; la successiva perquisizione domiciliare ha consentito di sequestrare altri 150 grammi tra hashish e cocaina. Sul litorale, infine, un uomo si aggirava con una giacca “imbottita” contenente mezzo chilo di hashish.

Per completezza, si precisa che le evidenze investigative descritte si collocano nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.