Caricamento...

Roma365 Logo Roma365

Stati Generali della Salute del Lazio, un confronto che ridisegna le priorità del sistema sanitario regionale

Redazione Avatar

di Redazione

25/11/2025

TITOLO

Nelle Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia si è chiuso un appuntamento che ha concentrato, in due giornate fitte di interventi, la parte più attiva e competente del mondo sanitario laziale. Il percorso degli Stati Generali della Salute, voluto dalla Regione, ha riunito operatori, amministratori e studiosi in quello che, più che un evento, è apparso come un laboratorio collettivo da cui far emergere una visione strutturata del futuro del Servizio Sanitario Regionale. Il coinvolgimento di oltre 700 partecipanti ha dato la misura della posta in gioco, confermando quanto la programmazione della sanità richieda oggi un confronto che sappia tenere insieme le esigenze dei territori e i vincoli organizzativi.

Risultati, indicatori e trasformazioni in atto

Il punto di partenza del confronto è stato lo stato dell’arte. La Regione ha presentato una sintesi dei risultati ottenuti negli ultimi trenta mesi, un periodo segnato dal risanamento dei bilanci e da un riordino che, nel suo insieme, ha consentito di ricostruire un quadro amministrativo più solido. Parallelamente, il lavoro sulla rete ospedaliera ha portato a un miglioramento tangibile degli indicatori: l’occupazione dei posti letto per acuti, che nel 2022 si fermava al 71,4%, ha raggiunto il 79,9% nel 2025, mentre l’assistenza territoriale ha visto un incremento delle cure domiciliari che hanno coinvolto più del 10% degli over 65, un dato che ha raddoppiato quello di due anni prima.

Il potenziamento dei servizi si è concretizzato anche nell’apertura di 59 Centrali Operative Territoriali e nella creazione di oltre 2.900 nuovi posti dedicati alla salute mentale, alle dipendenze e alle RSA. I Pronto soccorso, nonostante l’aumento degli accessi, registrano tempi medi di attesa più contenuti: per le dimissioni si è scesi a circa cinque ore e mezza, mentre il ricovero richiede poco più di quindici ore, con un dimezzamento dei cosiddetti blocchi ambulanze. Sul fronte delle liste d’attesa chirurgiche, la presa in carico degli interventi oncologici raggiunge ormai il 90% entro soglia; altrettanto significativo il completamento della digitalizzazione delle agende ReCUP, passate nel giro di due anni dal 10% al 100%, con una copertura delle prestazioni critiche che supera il 97%.

I tavoli tematici e la definizione delle priorità future

La parte più interessante del percorso si è sviluppata nei tavoli tematici, dieci gruppi di lavoro che hanno raccolto criticità e proposte, costruendo una fotografia precisa delle sfide che attendono la sanità regionale. Dalla salute mentale alla gestione delle risorse umane, dall’invecchiamento della popolazione alle tecnologie avanzate, il quadro che ne emerge racconta un sistema che deve imparare a coniugare la prossimità dei servizi con un uso più consapevole dei dati e delle piattaforme digitali.

Il white paper elaborato dai gruppi rappresenta la sintesi di questo confronto: una direzione che punta a rafforzare l’assistenza territoriale, migliorare la presa in carico e rendere più uniforme la qualità delle cure. Tra gli interventi prioritari individuati compaiono il rafforzamento della rete residenziale per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, un investimento più strutturato nella prevenzione primaria, l’istituzione di percorsi rapidi per i presidi protesici urgenti e una valorizzazione più incisiva delle professioni infermieristiche. Una parte rilevante riguarda anche la revisione delle tariffe prestazionali basate sugli esiti e la necessità di ripensare la progettazione dei servizi a partire dalle reali esigenze degli utenti, avvicinando la sanità al cittadino attraverso soluzioni che integrino competenze cliniche e strumenti digitali.

Redazione Avatar

Redazione