Suolo pubblico a Roma, 2.747 domande di adeguamento al nuovo regolamento OSP
04/04/2026
Sono 2.747 le domande di adeguamento al nuovo Regolamento per l’Occupazione di Suolo Pubblico presentate a Roma dall’entrata in vigore della disciplina fino al 31 marzo 2026. Soltanto nell’ultima giornata utile ne sono state registrate 457, di cui 48 trasmesse via PEC. Il dato segna la chiusura della prima fase amministrativa legata all’applicazione delle nuove regole e apre ora il passaggio più delicato: quello delle istruttorie, dei controlli e della verifica sul territorio.
A sottolinearlo è l’assessora capitolina alle Attività produttive, Pari opportunità e Attrazione investimenti, Monica Lucarelli, che parla di un quadro finalmente definito dopo mesi di confronto e di attesa. Il nuovo assetto, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a superare la frammentazione accumulata negli anni e a introdurre criteri più chiari nella gestione delle concessioni, con una regolazione che tenga conto delle diverse caratteristiche urbane e renda più lineari anche le verifiche da parte degli uffici e della Polizia Locale.
Chi ha presentato domanda può proseguire, per gli altri il titolo decade
Il punto più rilevante, sul piano pratico, riguarda gli effetti immediati previsti dalle norme transitorie. Gli esercenti che hanno presentato regolarmente l’istanza potranno continuare a occupare il suolo pubblico in attesa dell’esito dell’istruttoria. Diversa la situazione per chi non ha inoltrato la domanda entro i termini: in questo caso viene meno il titolo e la concessione è da considerarsi decaduta.
Si tratta di un passaggio che segna una linea netta tra chi ha avviato il percorso di adeguamento e chi, invece, è rimasto fuori dal nuovo perimetro amministrativo. Proprio per garantire uniformità nell’applicazione delle norme, Lucarelli ha annunciato una riunione con presidenti e direttori dei Municipi nei giorni successivi alla Pasqua, con l’obiettivo di condividere modalità istruttorie comuni e definire, insieme alla Polizia Locale, procedure di controllo coordinate.
L’assessora ha inoltre spiegato che, per quanto riguarda la piattaforma SUAP, non sono emerse criticità rilevanti neppure nel giorno di maggiore afflusso. Il sistema, secondo quanto riferito dal Campidoglio, ha retto il picco di richieste, mentre il canale PEC è rimasto uno strumento residuale, utilizzato solo in casi eccezionali e da un numero molto limitato di operatori. Nessuna proroga, dunque, per una scadenza che molti esercenti hanno scelto di affrontare soltanto nelle ultime ore disponibili.
Il peso del Centro storico e la distribuzione delle domande nei Municipi
I numeri diffusi dall’amministrazione restituiscono una geografia piuttosto chiara delle richieste. Il I Municipio concentra da solo 1.268 istanze, una quota di gran lunga superiore rispetto a tutti gli altri territori. Seguono il II Municipio con 370 domande, il VII con 243, l’VIII con 161 e il V con 153. Più contenuti i dati degli altri quadranti cittadini: 91 istanze nel X Municipio, 82 nel XII, 81 nel XIII, 75 nel III, 61 nel IX, 42 nell’XI, 40 nel XV, 37 nel IV e nel XIV, fino alle sole 6 domande registrate nel VI Municipio.
Il dato del I Municipio conferma la fortissima concentrazione di attività di somministrazione con occupazione di suolo pubblico nell’area più centrale della città, dove il tema di dehors, tavolini e concessioni incide in modo diretto sugli equilibri tra commercio, fruizione turistica e qualità dello spazio urbano. È lì che il nuovo regolamento sarà osservato con maggiore attenzione, sia dagli operatori sia dai residenti.
Una nuova base di riferimento per confrontare i dati
Uno dei punti su cui l’assessora Lucarelli ha insistito riguarda il confronto con il passato. Secondo il Campidoglio, molte delle stime circolate nei mesi scorsi si basavano sulla somma di titoli diversi riferiti alla stessa attività, tra concessioni ordinarie, estensioni Covid oppure entrambe. Con il nuovo regolamento, invece, ogni esercente presenta un’unica domanda di adeguamento, e questo modifica radicalmente la base numerica di partenza.
Per questa ragione, sostiene l’amministrazione, i dati attuali non sono direttamente comparabili con quelli precedenti. Il nuovo sistema viene descritto come più ordinato, più trasparente e più coerente con l’obiettivo di legare le concessioni alla qualità delle attività, introducendo criteri oggettivi e una disciplina differenziata a seconda dei contesti urbani.
La fase che si apre adesso sarà dunque decisiva. Da un lato ci saranno le verifiche sulle domande presentate; dall’altro, il controllo sulle posizioni non regolarizzate. Il Campidoglio sta valutando anche le modalità per inviare un avviso formale agli operatori che non hanno presentato istanza, invitandoli a regolarizzare la propria posizione nel più breve tempo possibile.
L’effetto del nuovo regolamento non sarà immediato in ogni sua parte, ma la direzione indicata dall’amministrazione è quella di una gestione più equilibrata dello spazio pubblico, in cui la tutela del lavoro regolare si accompagni al diritto dei cittadini a vivere una città meno caotica e più governata.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.