Tor Bella Monaca al centro di un nuovo modello di riscatto
di Redazione
12/09/2025
Roma prova a invertire la rotta in uno dei quartieri più complessi della Capitale. L’assessore alle Periferie, Pino Battaglia, ha ribadito che “Tor Bella Monaca non è un luogo ai margini e neppure una zona grigia dov’è le istituzioni arretrano di fronte alla criminalità”. Le sue parole arrivano in un momento in cui il dibattito sulla sicurezza urbana è tornato a occupare con forza l’agenda politica.
L’Amministrazione capitolina, secondo Battaglia, non intende limitarsi agli interventi repressivi, ma punta a un approccio integrato che coniughi rigenerazione sociale e urbanistica. “Le periferie non si salvano soltanto con gli interventi delle forze dell’ordine, indispensabili ed efficaci, ma con politiche strutturali e coordinate”, ha dichiarato.
Sicurezza, rigenerazione e comunità
Il piano in corso si basa su un protocollo d’intesa che vede coinvolti Ministero dell’Interno, Regione Lazio, Roma Capitale e Ater. Gli interventi già avviati includono videosorveglianza, presidi di sicurezza, illuminazione e controlli interforze regolari nei complessi di edilizia residenziale pubblica.
L’obiettivo è ridare ai cittadini spazi oggi spesso segnati da degrado e criminalità. “Non possiamo lasciare che alcune zone della città siano in mano a chi spaccia, il nostro compito è restituire ai residenti gli spazi cittadini”, ha insistito Battaglia.
Gli investimenti superano i 200 milioni di euro e comprendono non solo opere di recupero urbanistico, ma anche iniziative per rafforzare il tessuto comunitario, con l’idea di fare di Tor Bella Monaca un laboratorio di riscatto per tutte le periferie romane.
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