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Tumore al seno triplo negativo, dalla Sapienza un nuovo bersaglio molecolare

11/02/2026

Tumore al seno triplo negativo, dalla Sapienza un nuovo bersaglio molecolare

Nel panorama dell’oncologia mammaria, il tumore al seno triplo negativo rappresenta una delle sfide più complesse. Si tratta di una forma aggressiva di carcinoma caratterizzata dall’assenza dei tre principali recettori che, in altre varianti, guidano la scelta terapeutica: estrogeni, progesterone e HER2. La mancanza di questi bersagli molecolari limita l’impiego di terapie mirate e rende la chemioterapia uno degli strumenti principali, con esiti spesso disomogenei e un rischio significativo di recidiva.

In questo contesto si inserisce lo studio coordinato dalla Sapienza Università di Roma, pubblicato su Cell Death & Differentiation del gruppo Nature, che individua nuove vie molecolari coinvolte nell’insorgenza e nella progressione della malattia, aprendo prospettive di rilievo sul piano terapeutico.

MAML1 come “interruttore” delle vie oncogeniche

La ricerca, condotta da Sabrina Zema – borsista della Fondazione Umberto Veronesi – nell’ambito del gruppo guidato da Diana Bellavia e con il supporto dell’Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti, si è concentrata sulla proteina Mastermind-like1 (MAML1). I livelli di espressione di questa proteina risultano frequentemente elevati nei tumori al seno triplo negativo.

MAML1 era già nota per il suo coinvolgimento nella trascrizione di geni associati alla trasformazione cellulare. Il lavoro pubblicato sulla rivista internazionale, tuttavia, ne ridefinisce il ruolo, attribuendole una funzione non canonica di regolatore centrale delle reti di segnalazione tumorali. I ricercatori hanno descritto MAML1 come una sorta di “interruttore molecolare” capace di orchestrare l’attivazione di pathway oncogenici cruciali, tra cui le vie Notch e Hedgehog, entrambe implicate nei processi di crescita e mantenimento delle cellule tumorali.

L’aspetto più innovativo riguarda l’interazione tra MAML1 e l’enzima Itch. Quest’ultimo svolge un compito di controllo, contribuendo alla degradazione di proteine potenzialmente oncogeniche. Lo studio ha dimostrato che MAML1 è in grado di inibire l’attività di Itch: quando questo meccanismo di regolazione viene compromesso, le proteine oncogeniche sfuggono al controllo e favoriscono la progressione tumorale. La riduzione funzionale di Itch, mediata da MAML1, diventa così un tassello chiave nello sviluppo della neoplasia.

Dalla ricerca di base alle prospettive terapeutiche

L’individuazione di questo circuito molecolare è stata possibile grazie a tecniche sperimentali avanzate e a un approccio integrato che ha combinato nuovi dati di laboratorio con evidenze già presenti in letteratura. L’analisi dettagliata dell’interazione tra MAML1 e Itch ha consentito di chiarire le conseguenze biologiche di questa relazione e di attribuire a MAML1 un ruolo inedito nella regolazione delle proteine coinvolte nei processi tumorali.

Le implicazioni sono rilevanti: MAML1 emerge come potenziale target terapeutico nel tumore al seno triplo negativo, suggerendo la possibilità di sviluppare strategie farmacologiche mirate a modulare le reti di segnalazione alterate. Intervenire su questo nodo potrebbe contribuire a limitare la crescita e l’aggressività del tumore, offrendo nuove opzioni in un ambito in cui le alternative restano limitate.

“La conoscenza di questi meccanismi è fondamentale per ideare terapie più mirate ed efficaci”, osserva la professoressa Diana Bellavia, sottolineando come i risultati siano il frutto di attività sperimentali condotte nei laboratori della Sapienza e testimonino la capacità dell’Ateneo di produrre ricerca competitiva su scala internazionale.

Lo studio – MAML1 drives Notch and Hedgehog oncogenic pathways by inhibiting Itch activity in triple-negative breast cancer (DOI: https://www.nature.com/articles/s41418-025-01613-5) – rappresenta un avanzamento significativo nella comprensione biologica di una patologia ancora priva di bersagli terapeutici consolidati, riaffermando il valore strategico della ricerca di base come premessa indispensabile per l’innovazione clinica.

Per informazioni:
Diana Bellavia – Dipartimento di Medicina Molecolare
[email protected]

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.