Un viale del Parco della Resistenza intitolato a Leda Colombini
03/02/2026
Questa mattina Roma ha aggiunto un nuovo segno alla propria geografia civile, scegliendo la memoria come materia viva e concreta. Nel Parco della Resistenza dell’8 settembre è stata inaugurata una targa toponomastica che dedica un viale a Leda Colombini, figura centrale del Novecento italiano, capace di tenere insieme impegno politico, azione sociale e una rara coerenza umana. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio e la presidente del Municipio I Lorenza Bonaccorsi.
Il luogo scelto non è casuale: un’area compresa tra via Giuliano Vassalli e via Marisa Rodano, all’interno di uno spazio che già nel nome richiama l’idea di opposizione civile e di responsabilità collettiva. È qui che la città ha deciso di fissare, con un gesto pubblico e condiviso, la traccia di una donna che ha attraversato la storia italiana con passo discreto e determinato.
Una vita politica radicata nella realtà sociale
Nata a Fabbrico il 10 gennaio 1929 e scomparsa a Roma il 6 dicembre 2011, Leda Colombini ha conosciuto fin da bambina la durezza del lavoro nei campi. Bracciante giovanissima, partigiana durante la Resistenza, ha maturato presto una visione politica capace di partire dalle condizioni materiali delle persone, senza mai separare l’ideale dall’azione quotidiana. La sua è stata una politica lungimirante, come ha ricordato Massimiliano Smeriglio, proprio perché ancorata ai bisogni concreti: diritti, disabilità, tutela dei più fragili, volontariato come strumento di cambiamento reale.
Colombini ha attraversato stagioni complesse del Paese, quelle in cui la cooperazione veniva pensata come risposta all’individualismo e all’esclusione. Femminista convinta, ha lottato per un principio egualitario che non restasse astratto, ma si traducesse in scelte legislative, pratiche sociali, strutture di accoglienza. La sua azione si è mossa su più fronti, spesso difficili, sempre con uno sguardo orientato al futuro.
Dalla memoria alla responsabilità pubblica
Nel 1991 Colombini ha fondato l’associazione di volontariato “A Roma, Insieme”, aprendo una riflessione allora poco presente nel dibattito pubblico: la condizione delle madri detenute e dei loro figli. L’obiettivo era chiaro e radicale, evitare che i bambini crescessero dietro le sbarre, pagando una colpa non loro. Da quella battaglia è nata una proposta di legge che ha introdotto la possibilità per le madri detenute di scontare la pena in istituti a custodia attenuata o in case famiglia.
Quell’intuizione ha trovato una realizzazione concreta con “La Casa di Leda”, prima famiglia protetta d’Italia, inaugurata nel 2017 in un bene confiscato alla mafia. Intitolare oggi un viale del Parco della Resistenza a Leda Colombini significa assumere una responsabilità che va oltre la commemorazione. Come ha sottolineato Smeriglio, la città restituisce alla sua storia ciò che le spetta, trasformando la memoria in un impegno pubblico visibile e permanente.
Roma sceglie così di ricordare una donna che ha dedicato la propria vita a una società più giusta, lasciando un segno che parla alle generazioni presenti e future, senza retorica, con la sobrietà dei gesti che durano.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to