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Valeria Fedeli, l’ultimo saluto in Campidoglio: camera ardente in Protomoteca

15/01/2026

Valeria Fedeli, l’ultimo saluto in Campidoglio: camera ardente in Protomoteca

Roma si prepara a rendere omaggio a Valeria Fedeli con una camera ardente allestita in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, uno degli spazi più solenni del palazzo civico, dove la città convoca i suoi momenti di memoria pubblica. L’appuntamento è per giovedì 15 gennaio, con ingresso dalla scalinata del Vignola: una scelta che, per chi conosce il Campidoglio, non è soltanto logistica, ma richiama il carattere istituzionale del commiato e la volontà di offrire un luogo riconoscibile, accessibile, ordinato.

Orari, accesso e momento del ricordo: le informazioni per i cittadini

La camera ardente resterà aperta al pubblico dalle 10 alle 18. È un arco di tempo ampio, pensato per consentire la partecipazione anche a chi lavora o a chi deve raggiungere il centro con tempi non immediati. Alle 12.30 è previsto un ricordo, un momento più raccolto che si inserisce nella giornata come gesto di testimonianza, senza trasformare la Protomoteca in una cerimonia chiusa: l’impianto resta quello di un saluto civile, nel quale la presenza dei cittadini è parte della scena e non semplice cornice.

Chi sceglierà di partecipare troverà, com’è prassi in questi casi, un contesto di sicurezza e vigilanza coerente con la sede, ma l’elemento che conta è la natura stessa del luogo: la Protomoteca, con la sua dimensione monumentale, impone silenzio e misura, e restituisce a ogni passaggio – anche breve, anche individuale – un peso che va oltre l’atto formale.

Il messaggio del Campidoglio: una figura politica e sindacale che ha segnato un percorso

Nel messaggio di cordoglio, il sindaco Roberto Gualtieri tratteggia Fedeli come “donna straordinaria”, capace di unire spessore politico e umano, generosità personale e disciplina istituzionale. Il profilo evocato è quello di una dirigente sindacale e, insieme, di una donna delle istituzioni, che ha legato la propria vita pubblica alla difesa del lavoro, dei diritti, della scuola statale e, con particolare determinazione, alla parità di genere. È un lessico che richiama una stagione in cui la politica aveva ancora il gusto della fatica organizzativa e dell’impegno quotidiano, e in cui la credibilità si misurava anche sulla coerenza con le cause sostenute.

Il passaggio che richiama il suo ruolo da ministra dell’Istruzione insiste su un punto preciso: la gestione di sfide complesse con responsabilità e attenzione alle persone, senza ridurre la scuola a un terreno di slogan. Nel saluto del sindaco, infine, c’è l’aspetto più intimo, che rende la comunicazione meno protocollare: il pensiero rivolto ad Achille, alla famiglia, e a chi ha condiviso con Fedeli un percorso politico e umano lungo, spesso non lineare, ma riconoscibile.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.