Plastic Soup Surfer a Roma dopo 700 km su tavola riciclata
20/05/2026
Merijn Tinga, biologo e attivista conosciuto come Plastic Soup Surfer, è arrivato a Roma dopo un viaggio di oltre 700 chilometri da Nizza su una tavola da windsurf costruita con plastica riciclata. L’approdo nella Capitale è stato l’occasione per rilanciare una campagna europea contro l’inquinamento da plastica, con al centro l’introduzione del sistema del deposito cauzionale per i contenitori per bevande.
Da Nizza alla Capitale su una tavola di plastica riciclata
Il viaggio di Tinga ha unito impresa sportiva, divulgazione scientifica e mobilitazione ambientale. Attraversando il Mediterraneo con una tavola realizzata con materiali riciclati, l’attivista ha voluto portare all’attenzione di cittadini, amministrazioni e governi nazionali un messaggio preciso: le soluzioni per ridurre la dispersione della plastica esistono già e possono essere applicate su larga scala.
A Roma, Tinga è stato accolto a Parco Marconi dall’assessora capitolina all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti, Sabrina Alfonsi, dal presidente del Municipio XI Gianluca Lanzi e dalle associazioni Mare Vivo e piùblu. L’iniziativa ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle città europee nella tutela di fiumi, mari e spazi urbani esposti all’abbandono dei rifiuti.
La campagna del Plastic Soup Surfer punta a rafforzare il confronto politico e istituzionale su strumenti concreti di prevenzione. Al centro c’è l’idea che una parte decisiva della battaglia contro l’inquinamento passi dalla capacità di responsabilizzare produttori e consumatori, rendendo più conveniente e semplice il recupero dei contenitori.
Il modello del deposito cauzionale
Il sistema promosso da Tinga prevede un piccolo sovrapprezzo al momento dell’acquisto di una bevanda. La somma viene poi rimborsata interamente al consumatore quando il contenitore vuoto viene riconsegnato. Un meccanismo già attivo nei Paesi Bassi, dove ha permesso di raggiungere tassi di raccolta e riciclo superiori al 90% per i contenitori per bevande.
Secondo i sostenitori della misura, il deposito cauzionale può ridurre in modo significativo la quantità di bottiglie e lattine disperse nell’ambiente, migliorare la qualità della raccolta e abbassare i costi pubblici legati alla pulizia di strade, parchi, spiagge e corsi d’acqua. Il principio è semplice: ciò che oggi viene spesso trattato come rifiuto può rientrare in un ciclo di recupero e diventare una risorsa.
La campagna guarda alle amministrazioni locali e ai governi europei, chiedendo di adottare modelli capaci di rendere strutturale il riuso e il riciclo dei contenitori. L’esperienza olandese viene indicata come esempio di una politica ambientale misurabile nei risultati e comprensibile per i cittadini.
Alfonsi: “Le soluzioni esistono già”
“È con grande piacere che accogliamo Merijn Tinga, testimone di una battaglia che riguarda il futuro dei nostri fiumi e dei nostri mari”, ha dichiarato Sabrina Alfonsi. L’assessora ha definito il viaggio dell’attivista un messaggio potente, perché mostra che l’inquinamento da plastica può essere contrastato attraverso strumenti già disponibili.
Alfonsi ha sottolineato il sostegno di Roma Capitale all’iniziativa, richiamando i benefici del deposito cauzionale: responsabilizzazione di produttori e consumatori, migliore qualità della raccolta, riduzione dei costi pubblici di pulizia e trasformazione dei rifiuti in risorse. L’assessora ha poi evidenziato la capacità di Tinga di mettere insieme ricerca scientifica, sensibilizzazione pubblica e mobilitazione civica.
L’arrivo a Roma diventa così un passaggio simbolico di una campagna che mira a costruire alleanze tra città europee. Per la Capitale, l’incontro rappresenta anche un’occasione per rafforzare il dibattito sulle politiche ambientali e sui modelli di economia circolare applicabili alla gestione quotidiana dei rifiuti.
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