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Roma, rapina da 900 mila euro ai Parioli: 7 misure cautelari

06/05/2026

Roma, rapina da 900 mila euro ai Parioli: 7 misure cautelari

Settanta orologi di lusso, per un valore commerciale superiore ai 900 mila euro, sono il bottino della rapina che ha dato origine a una complessa indagine della Polizia di Stato su un presunto gruppo criminale specializzato in colpi armati contro gioiellerie e uffici postali. L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dai magistrati del Dipartimento criminalità diffusa e grave della Procura di Roma, ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di sette persone: per cinque è stata disposta la custodia in carcere, per altre due gli arresti domiciliari.

Il colpo nella gioielleria dei Parioli e il volto nelle telecamere

L’indagine prende avvio da una maxi rapina consumata nella primavera del 2024 in una prestigiosa gioielleria del quartiere Parioli. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, due uomini si sarebbero presentati nel negozio fingendosi clienti interessati all’acquisto di orologi di lusso. Una volta all’interno, avrebbero estratto le pistole, una delle quali dotata di silenziatore, minacciando il dipendente e impossessandosi di 70 pezzi dal valore complessivo stimato in circa 900 mila euro.

Le modalità del colpo, la rapidità dell’azione e l’entità del bottino hanno subito indirizzato gli accertamenti verso un contesto organizzato. Gli agenti della Squadra Mobile hanno concentrato l’attenzione su un volto ricavato dalle immagini di videosorveglianza della gioielleria: i tratti somatici, secondo gli investigatori, risultavano compatibili con quelli di un sessantaduenne romano, già noto per precedenti legati a reati analoghi e in passato ristretto in carcere.

Una presunta struttura con ruoli definiti e mezzi rubati

Gli accertamenti tecnici successivi hanno permesso di delineare l’ipotesi di un’associazione per delinquere con un’organizzazione stabile e ruoli distribuiti secondo uno schema piramidale. Al vertice, secondo la ricostruzione degli inquirenti, vi sarebbe stato un cinquantaseienne di origini siciliane; sotto di lui, un quarantasettenne conterraneo avrebbe avuto funzioni operative, organizzative e logistiche.

Sullo stesso livello sarebbe stato collocato il sessantaduenne individuato attraverso le immagini del colpo ai Parioli, ritenuto incaricato di compiti esecutivi, sopralluoghi, custodia delle armi e gestione delle vetture utilizzate per le rapine. Alla base della presunta organizzazione, gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di un quarantenne siciliano e di un sessantacinquenne romano, ai quali vengono attribuite funzioni di supporto nelle fasi preparatorie e nelle singole operazioni.

Secondo la Polizia, i colpi venivano pianificati con grande attenzione. Le auto impiegate per raggiungere gli obiettivi, fornire copertura agli esecutori e agevolare la fuga sarebbero state scelte tra veicoli rubati, poi modificati con targhe contraffatte o clonate, riconducibili a mezzi realmente circolanti. In alcune circostanze sarebbe stato predisposto anche un furgone di supporto, dotato di apparati tecnologici come jammer e disturbatori di frequenze, strumenti ritenuti utili a ostacolare localizzazione e comunicazioni delle Forze dell’ordine.

Quattro rapine ricostruite tra gioiellerie e uffici postali

Nel corso dell’inchiesta gli agenti hanno ricostruito quattro rapine, commesse tra il 2023 e il 2025, ai danni di gioiellerie e uffici postali. Una delle azioni pianificate sarebbe stata bloccata dalla stessa Squadra Mobile in via Borromeo, impedendo che il colpo venisse portato a termine.

Un passaggio ritenuto decisivo dagli investigatori è arrivato lo scorso gennaio, con l’arresto in Versilia del sessantaduenne collegato alla rapina dei Parioli. In quella circostanza l’uomo è stato trovato in possesso di una pistola clandestina, considerata del tutto simile a quella usata nella gioielleria romana, e di una delle auto rubate che, secondo l’accusa, rientravano tra i mezzi preferiti dal gruppo.

Gli elementi raccolti dalla V Sezione della Squadra Mobile sono stati valutati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, che ha disposto le misure cautelari eseguite alle prime ore della mattina dagli uomini della Polizia di Stato. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine a mano armata, oltre alla ricettazione di gioielli e veicoli.

Le accuse si trovano nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.