Droga a Roma, sette arresti tra Quarticciolo, Centocelle e San Giovanni
11/05/2026
Sette pusher sono stati arrestati a Roma dai Falchi della Polizia di Stato in una serie di interventi contro lo spaccio di droga tra Quarticciolo, Centocelle, San Giovanni e Ponte di Nona. Nel corso delle operazioni sono stati scoperti nascondigli ricavati nel verde, punti di trattativa dietro un’edicola, lotti di edilizia popolare usati come snodi di vendita e perfino un furgoncino per il trasporto disabili che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato come copertura mobile per le consegne.
Al Quarticciolo la droga nascosta tra le radici di un albero
Uno degli interventi principali è scattato al Quarticciolo, dove gli agenti della VI sezione della Squadra mobile hanno individuato una base di spaccio organizzata attorno a un albero usato come nascondiglio. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, le radici erano state trasformate in una sorta di deposito per gli involucri di stupefacente, pronti per essere recuperati al momento della consegna.
Il sistema prevedeva ruoli distinti. Due uomini avrebbero gestito i contatti con i clienti sul retro di un’edicola, facendo da filtro e conducendo la trattativa, mentre una donna, posizionata nei pressi dell’area verde, si sarebbe occupata della consegna materiale della droga. I Falchi hanno osservato i movimenti, seguito i segnali tra i sospettati e sono intervenuti durante uno scambio.
Il blitz ha permesso di bloccare i tre presunti pusher in flagranza e di identificare il consumatore, poi sanzionato amministrativamente. Dal nascondiglio ricavato nell’area verde gli agenti hanno recuperato oltre cento involucri di cocaina, già confezionati e destinati alla vendita.
Il furgoncino per disabili usato come copertura a Centocelle
A Centocelle, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su un trentanovenne romano che si muoveva a bordo di un furgoncino adibito al trasporto disabili. A insospettire i Falchi sono state le soste ripetute e irregolari del mezzo, ritenute compatibili con un’attività di consegna su strada.
Gli agenti hanno seguito il veicolo fino a documentare uno scambio droga-denaro. L’intervento è scattato subito dopo, con il blocco del presunto pusher e del consumatore. Anche in questo caso l’acquirente è stato sanzionato amministrativamente, mentre per l’uomo alla guida del furgoncino è scattato l’arresto.
La modalità ricostruita dagli investigatori conferma la capacità dei gruppi di spaccio di adattare strumenti e percorsi alle esigenze della clientela, cercando di ridurre l’esposizione ai controlli e di spostare rapidamente il punto di vendita da una zona all’altra.
A San Giovanni cocaina nascosta tra i cespugli
Un altro nascondiglio è stato scoperto in zona San Giovanni, all’interno di un parco pubblico. Qui i Falchi hanno sorpreso un presunto pusher mentre si occupava della piccola base operativa ricavata tra due cespugli, dove la droga era stata occultata per essere recuperata al momento della cessione.
Nel corso del controllo gli agenti hanno sequestrato oltre trenta involucri di cocaina. La scelta di utilizzare aiuole e aree verdi come depositi temporanei rientra, secondo la ricostruzione investigativa, in una strategia pensata per evitare che gli spacciatori vengano trovati con lo stupefacente addosso durante eventuali controlli.
Gli interventi hanno interessato anche Ponte di Nona, dove sono stati fermati altri due presunti rifornitori delle piazze di spaccio. I due, di origini egiziane e rumene, si sarebbero mossi in autonomia, con nascondigli pronti all’uso e il supporto di un sistema di vedette e intermediari incaricati di indirizzare i clienti e lanciare segnali di allarme.
A Ponte di Nona bloccato il sistema di vedette
Proprio il meccanismo di allerta utilizzato nella zona di Ponte di Nona ha permesso agli investigatori di anticipare lo scambio e intervenire prima che la cessione venisse completata. Uno dei due uomini avrebbe tentato di sottrarsi all’arresto, ma entrambi sono stati bloccati dagli agenti.
Nel complesso, le operazioni dei Falchi hanno consentito di neutralizzare diversi sistemi di vendita, costruiti attorno a luoghi ordinari della città: edicole, aree verdi, lotti popolari, parchi pubblici e veicoli apparentemente destinati ad altri usi. Gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria.
Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.